Politica

Corridoi umanitari per evacuare civili in Ucraina: corsa contro il tempo a Mariupol e Volnovakha

Inizia alle ore 10 italiane il corridoio umanitario concordato tra Russia e Ucraina: riguarda le città di Mariupol e Volnovakha e durerà una manciata di ore, dovranno bastare per evacuare mezzo milione di persone.
Corridoi umanitari per evacuare civili in Ucraina: corsa contro il tempo a Mariupol e Volnovakha

Decimo giorno di guerra in Ucraina: per questa mattina è stato previsto un cessate il fuoco momentaneo per aprire uno dei corridoi umanitari, uno dei punti d’accordo del secondo round di negoziati con la Russia. Saranno messe in salvo le perso in due città attualmente sotto il fuoco del Cremlino, Mariupol e Volnovakha . Preoccupano gli attacchi alla centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Tregua di 5 ore per evacuare civili a Mariupol e Volnovakha: si apre il corridoio umanitario

Ad annunciarlo è stato il Ministero della Difesa Russo: secondo quanto riferiscono le agenzie internazionali, la Russia di comune accordo con la controparte ucraina sta per dare il via ad una via di fuga per i civili.

Oggi, 5 marzo – si legge nella nota riportata dalla Tass – si annuncia una tregua a partire dalle 10 del mattino ora di Mosca e corridoi umanitari sono aperti per l’uscita di civili da Mariupol e Volnovakha“. Si tratta di due città dell’oblast (corrispondente ad una regione o provincia) di Donec’k e territorio conteso dalle forze separatiste e dai russi. I combattimenti riguardano soprattutto Mariupol, città chiave per il controllo del Mar d’Azov.

Secondo quanto si apprende, il corridoio umanitario durerà solo 5 ore: in questo tempo si farà il possibile per evacuare circa mezzo milione di persone dalle due città sotto attacco dell’esercito di Vladimir Putin.

Il sindaco di Mariupol Vadim Boychenko nelle scorse ore ha denunciato “attacchi spietati“.

Ucraina, paura per gli attacchi alle centrali nucleari

Le notizie dalla giornata di ieri alzano il livello di allarme internazionale per l’offensiva russa in Ucraina. Preoccupano soprattutto i bombardamenti alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa. Secondo il Ministro degli Esteri ucraino, “Se esplode, sarà 10 volte peggio di Chernobyl!

I russi devono IMMEDIATAMENTE cessare il fuoco”. L’alto rappresentante permanente russo alle Nazioni Unite Vassily Nebenzia ha definito “isteria” il report sugli attacchi alle centrali nucleari, ma nella notte l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, ha denunciato un avvicinamento russo anche alla seconda centrale nucleare, senza citarne il nome secondo quanto riferisce Adnkronos.

Sempre ieri hanno parlato anche i leader dei due Stati in guerra: Zelensky in un nuovo video ha ribadito di essere ancora a Kiev e che nessuno è scappato. In mattinata il ministro della Difesa Oleksii Reznikov ha annunciato: “66224: questo è il numero degli uomini a questo momento tornati dall’estero per difendere il loro Paese dall’orda.

Sono altre 12 brigate da combattimento motivate. Ucraini, siamo invincibili“. Vladimir Putin, invece, ieri ha annunciato che nel weekend si terrà un terzo round di negoziati: senza mediatori forti, tuttavia, è difficile che l’Ucraina si presenti al tavolo pronta ad accettare le richieste di Mosca. Che sono: “smilitarizzazione” e “denazificazione” dell’Ucraina, riconoscimento delle repubbliche separatiste nel Donbass e riconoscimento ufficiale dell’annessione della Crimea alla Russia.

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