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In Danimarca referendum per unirsi alla difesa europea. Mosca: “Dare basi a Kiev è entrare nel conflitto”

L'aggressione russa all'Ucraina compatta i Paesi scandinavi con la Danimarca che medita di entrare nella difesa europea. Minacce alla Polonia in caso facesse usare le basi aeree a Kiev.
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C’è inquietudine nei Paesi scandinavi per l’invasione della Russia in Ucraina, con Finlandia e Svezia che vengono spinte dall’aggressività russa verso la NATO, alla ricerca di una sicurezza che non sembra più garantita rispetto al vicino. Anche la Danimarca ora medita di tornare sui suoi passi, indicendo un referendum con cui i cittadini si esprimeranno sull’adesione alla difesa comune europea, dopo la bocciatura del trattato di Maastricht 30 anni fa. I Paesi europei si compattano di fronte a Mosca, che avverte sul possibile coinvolgimento nella guerra in Ucraina. I rapporti sono stati particolarmente tesi oggi, dopo le voci che volevano la Polonia pronta a sostenere con caccia da combattimento Kiev, indiscrezioni energicamente smentite da Varsavia.

Danimarca: referendum per unirsi alla difesa comune europea

Copenaghen ci ripensa e tramite la prima ministra danese Mette Frederiksen fa sapere che la Danimarca terrà un referendum il primo giugno per chiedere ai cittadini di unirsi alla difesa comune europea. Finora il Paese era rimasto fuori dal progetto di Politica di Sicurezza e Difesa Comune, pilastro dell’integrazione verso cui la Danimarca aveva sempre mostrato un certo scetticismo.

Di fronte alla brutale invasione dell’Ucraina da parte della Russia, Copenaghen pensa di abolire la clausola dell’opt-out in materia di difesa. Non è l’unica mossa decisa dal governo Frederiksen, che ha previsto un aumento della spesa per la difesa fino al 2% del Pil nei prossimi anni. Una decisione che ricalca quella di altri Stati, come la Germania, che ha deciso un’ingente spesa militare in controtendenza rispetto alle politiche dei decenni passati.

Finlandia e Svezia più vicini alla NATO

La spinta nei Paesi scandinavi ad avvicinarsi all’Alleanza atlantica è molto sentita anche in Svezia e Finlandia, Paesi storicamente neutrali.

Nei giorni scorsi l’opinione pubblica finlandese si è mobilitata con una raccolta firme per chiedere al Parlamento di discutere sulla possibile adesione alla NATO, un’iniziativa che ha visto raccogliere 50mila firme nel giro di una settimana (su una popolazione di 5,5 milioni di abitanti).

Negli ultimi tempi c’è stato un avvicinamento dei due Paesi alla NATO, di cui sono partner importanti ma che per motivi politici e geografici (condividendo un ampio confine con la Russia) erano sempre rimasti neutrali. Il senso di insicurezza della guerra in Ucraina sta ora cambiando la posizione di Finlandia e Svezia, che si sono impegnate anche nell’invio di armi al Paese invaso.

La Russia minaccia: “Basi a Kiev è l’entrata nel conflitto”

La questione del coinvolgimento dei vicini nel quadro di difesa occidentale preoccupa non poco Mosca, che poco più di una settimana fa aveva dichiarato ci sarebbero state “gravi conseguenze” per Helsinki e Stoccolma in caso avessero deciso di aderire all’Alleanza atlantica, una reazione a degli incontri tenuti a gennaio con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Il coinvolgimento della NATO nella guerra in Ucraina è stata oggetto di altre minacce da parte del Cremlino.

A seguito della possibilità ventilata che la Polonia (che fa parte dell’Alleanza atlantica) fornisca appoggio aereo a Kiev nel conflitto, il ministro della Difesa russo, Igor Konashenkov ha dichiarato: “L’uso della rete di basi aeree di questi Paesi come base per aerei militari ucraini e il loro conseguente utilizzo contro le forze armate russe può essere considerato come coinvolgimento di questi Stati in un conflitto armato“.

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