Vai al contenuto

Gli animali usati come cavie nei laboratori potranno essere adottati: arriva la legge che evita la soppressione

Pubblicato: 30/03/2022 20:39

Sono passati 8 anni, ma finalmente dopo lunghe battaglie il Decreto sulla dismissione degli animali al termine degli esperimenti in laboratorio è stato pubblicato. La liberazione delle cavie dei vari esperimenti sarebbe una priorità, ma molti di essi vengono invece soppressi nonostante il protocollo non richieda esplicitamente questa procedura. Ora, grazie al decreto, dopo tanto sfruttamento e possibili agonie questi animali possono avere una nuova possibilità di vita tramite l’adozione.

Il Decreto sul reinserimento degli animali usati in laboratorio

Già nel 2014, l’articolo 19 del Decreto Legislativo numero 26 sanciva l’importanza di dare futuro a tutti gli animali usati negli esperimenti di laboratorio al termine di questi ultimi.  Dopo 8 anni questa legge è finalmente realtà: è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 28 marzo. Al termine dei crudeli esperimenti, gli animali non verranno più soppressi, ma sarà concessa loro una nuova opportunità di vita lontani dalle gabbie di laboratorio. Il decreto è rivolto alla “Individuazione dei requisiti strutturali e gestionali per lo svolgimento delle attività di reinserimento e reintroduzione degli animali utilizzati o destinati a essere utilizzati per fini scientifici“. Purtroppo, sottolinea la Lav (Lega Anti Vivisezione) sottolinea che la legge non impedisce che gli animali passino alla filiera zootecnica, “subendo ulteriori abusi e violenze“.

Animali come cavie nei laboratori: i dati preoccupanti

Come riportato dall’associazione animalista italiana, soltanto meno dello 0,1% degli animali utilizzati come cavie in laboratorio viene recuperato al termine degli esperimenti. Quasi 600 mila animali all’anno, invece, una volta terminati tutti gli esperimenti vengono soppressi e smaltiti come se fossero dei rifiuti. Sebbene il protocollo non lo preveda, questa è diventata una crudele consuetudine. Ma è bene ricordare che ogni animale è un essere senziente e necessita, quindi, di protezione. È necessario l’impegno di tutti i ricercatori e di ogni istituto per fermare questa pratica e trovare una nuova casa a tutti gli animali in uscita dai laboratori, in alcuni casi infernali.

Animali ricollocati dopo gli esperimenti in laboratorio: alcune storie a lieto fine

Grazie a continue battaglie di istituti, ricercatori e animalisti, per fortuna, alcune storie a lieto fine da raccontare esistono. Il caso Green Hill, tramite la liberazione dei cani beagle utilizzati in laboratorio, è stata una grande vittoria nel campo dei diritti degli animali. Inoltre, i responsabili di tutti i maltrattamenti e tutte le uccisioni sono stati portati in tribunale.

Un’altra vittoria importante da ricordare, sottolinea Lav, è quella del salvataggio delle gatte recuperate dall’Ateneo di Pisa, che hanno persino potuto conoscere l’amore di una famiglia. E non sono da dimenticare, inoltre, i macachi salvati dai laboratori e portati al centro di recupero di fauna selvatica ed esotica. Ora, grazie alle battaglie a all’impegno dei loro veterinari, questi animali possono vivere in libertà.

La speranza è di potere raccontare tantissime altre storie a lieto fine di questo tipo. La legge, infatti, dichiara che la liberazione e il reinserimento degli animali da laboratorio devono essere fortemente supportati e implementati.

Continua a leggere su TheSocialPost.it