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Guerra in Ucraina, Zelensky annuncia: “È iniziata la battaglia per il Donbass”. Attacchi da Leopoli a Dnipro

La decisiva battaglia nel Donbass è iniziata: lo ha dichiarato il presidente dell'Ucraina Zelensky. Attacchi dalla Russia nei territori contesi, ma anche a Leopoli e Dnipro.
Guerra in Ucraina, Zelensky annuncia: "È iniziata la battaglia per il Donbass". Attacchi da Leopoli a Dnipro

Gli attacchi russi in Ucraina si sono intensificati nella giornata di lunedì 18 aprile 2022: l’offensiva contro il Donbass, attesa da giorni, è iniziata. Lo annuncia anche il presidente ucraino Zelensky in un video diffuso sui social. Razzi sono piovuti sia a Leopoli che a Dnipro: tra le vittime civili anche dei bambini e secondo lo stesso Zelensky sarebbero circa 5.000 i minori deportati in Russia dall’inizio del conflitto.

La battaglia per il Donbass è iniziata, Zelensky: “Combatteremo fino alla fine

Il momento tanto temuto e atteso sembra arrivato: le forze russe si sono riorganizzate e dopo aver abbandonato Kiev e i territori del nord dell’Ucraina sono pronte a sferrare il definitivo attacco alle regioni di Lugansk e Donetsk, quel Donbass obiettivo conclamato di Vladimir Putin.

Lo stanno riportando nelle ultime ore numerose fonti, tra cui il governatore della regione di Lugansk Sergei Gaïdaï: “È un inferno. L’offensiva è iniziata, quella di cui si parla da settimane. Ci sono combattimenti a Rubizhne e Popasna, combattimenti incessanti in altre pacifiche città” le sue parole sui social riprese da Ansa. Da Kiev, lo Stato maggiore delle forze armate ucraine fa sapere che “Si registrano segnali dell’inizio di un’operazione offensiva nella parte orientale dell’Ucraina“.

Gli attacchi vengono confermati anche in un video sul profilo Facebook del presidente Zelensky: “Possiamo dire che i russi hanno iniziato la battaglia per il Donbass – dice il leader ucraino – Qualsiasi numero dei soldati russi verrà lanciato sul nostro territorio noi combatteremo fino alla fine“. E aggiunge: “Non faremo prendere nulla di ucraino. Sono grato a tutti i nostri difensori, a tutte le nostre città nel Donbass e nella regione di Kharkiv che ora resistono alle forze degli occupanti“.

Razzi su Leopoli e Dnipro: morti civili, tra loro anche bambini

Che fosse un giorno rosso per l’Ucraina lo si era capito già dalla mattinata, quando sono arrivate le prime notizie di attacchi in numerose città.

Su tutte, sono piovuti missili su Leopoli, città posta vicino al confine con la Polonia: razzi che secondo Mosca sarebbero stati sparati contro un centro logistico di “grosse partite di armi straniere arrivate in Ucraina negli ultimi sei giorni e inviate dagli Stati Uniti e dai paesi europei“, ma che avrebbero provocato anche vittime civili; 7 secondo le ultime stime, tra queste ci sarebbe anche un bambino.

La difesa anti-aerea è dovuta entrare in azione anche a Dnipro, nel centro dell’Ucraina ma vicino alla direttiva che da Kharkiv arriva a Mariupol, quella lingua di terra che la Russia vuole controllare stabilmente. Secondo quanto riporta Adnkronos, il governatore della regione Valentyn Resnichenko ha annunciato che la maggior parte dei missili sono stati abbattuti dai sistemi, ma è stata distrutta la ferrovia del distretto di Pavlograd e ci sarebbero feriti nel distretto di Synelnykiv.

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