Cronaca Nera

Omicidio Romina Vento, il compagno l’avrebbe tenuta sott’acqua per annegarla nell’Adda. Tenta il suicidio in carcere

Romina Vento sarebbe riuscita a uscire dall'auto finita nell'Adda e sarebbe stata inseguita e annegata dal compagno, come ha raccontato lui stesso nell'interrogatorio.
romina vento

Si chiariscono le dinamiche della morte di Romina Vento, 44 anni, dopo la confessione del compagno Carlo Fumagalli rilasciata durante l’interrogatorio al gip Vito Di Vita. L’operaio 49enne è stato ascoltato all’ospedale di Bergamo, dove è stato ricoverato a seguito del tentativo di suicidio che avrebbe compiuto giovedì sera nel carcere dove era detenuto. L’uomo avrebbe dichiarato di essersi gettato con l’auto su cui viaggiava insieme alla compagna nel fiume Adda volontariamente. Dopo che Romina Vento è riuscita a uscire dal veicolo, Fumagalli l’avrebbe inseguita e le avrebbe tenuto la testa sott’acqua fino a che la donna non ha perso i sensi, per farla annegare.

È ora accusato di omicidio.

Romina Vento, tenuta sott’acqua dal compagno per farla annegare nell’Adda

Romina Vento è morta il 19 aprile scorso dopo che l’auto in cui viaggiava insieme al marito è finita nel fiume Adda. Il corpo è stato recuperato nella zona di Fara Gera d’Adda, in provincia di Bergamo, e sono immediatamente iniziate le indagini sulla morte dell’operaia 44enne, madre di due figli. Da quanto emerso dall’interrogatorio del compagno Carlo Fumagalli, che guidava la Renault Megane, l’uomo avrebbe ucciso la convivente dopo che lei sarebbe riuscita a uscire dall’auto.

Fumagalli avrebbe spiegato agli inquirenti che Vento avrebbe aperto la porta del passeggero per uscire dal veicolo, lui l’avrebbe seguita dalla stessa apertura e, dopo averla raggiunta le ha tenuto la testa sott’acqua finché la donna non ha perso i senti, come riferisce l’Eco di Bergamo.

Le testimonianze sull’omicidio di Romina Vento

Quanto riferito da Fumagalli corrisponderebbe alla ricostruzione di due testimoni che si trovavano in un centro sportivo poco distante e che avrebbero sentito le urla per chiedere aiuto di Romina Vento verso le 21.30 del 19 aprile.

L’ultimo a vedere la donna viva è il collega di lavoro Latino Puglisi, a cui la coppia avrebbe dato un passaggio all’uscita dal turno di lavoro, come ha raccontato al Corriere della Sera. Puglisi spiega che, dopo essere sceso dall’auto, ha visto Fumagalli ripartire verso il fiume Adda, andando nella direzione opposta rispetto alla loro abitazione.

Il tentativo di suicidio in carcere del compagno di Romina Vento

Carlo Fumagalli è stato trovato a Vaprio in stato confusionale ore più tardi. L’uomo, dopo l’omicidio, avrebbe nuotato fino a un isolotto e da lì avrebbe raggiunto il piccolo comune sull’Adda.

Il suo difensore, Fabio Manzari, ha spiegato che da qualche tempo aveva interrotto le cure per la patologia psichiatrica di cui soffrirebbe. Durante l’interrogatorio, il 49enne ha spiegato che la volontà di Romina Vento di lasciarlo lo avrebbe spinto a compiere l’insano gesto.

Giovedì sera, Fumagalli avrebbe tentato il suicidio nel carcere di Bergamo in cui era detenuto per omicidio volontario aggravato, ed è stato trasferito nell’ospedale Papa Giovanni. Il gip ha convalidato l’arresto e la detenzione in carcere, dove tornerà dopo le dimissioni dalla struttura sanitaria.

Potrebbe interessarti