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Forniture di gas russo, stop da oggi verso Polonia e Bulgaria: paura anche per altri Paesi, si teme per l’Italia

Ieri la Russia ha annunciato che da oggi sarebbero state interrotte le forniture di gas dall'azienda Gazprom ai due Paesi: l'Italia teme di essere nel mirino.
Forniture di gas russo, stop da oggi verso Polonia e Bulgaria: paura anche per altri Paesi, si teme per l'Italia

Arriva la ritorsione russa alle sanzioni che molti Paesi stavano temendo: Mosca ha cominciato a staccare la spina alle forniture di gas . Da domani mattina Polonia e Bulgaria non riceveranno più le forniture di gas dalla Russia attraverso l’azienda Gazprom: si tratta di un messaggio estremamente forte sia per i paesi coinvolti che per gli altri che dipendono per l’energia dalle forniture di gas russo. Da tempo, d’altronde, il Cremlino ribadisce che l’aumento delle sanzioni o il mantenimento di quelle già esistenti potrà portare solo a conseguenze non da poco ai Paesi interessati.

Gazprom non fornirà più gas a Polonia e Bulgaria da oggi

L’annuncio era stato fatto 24 ore fa: Bulgaria e Polonia non avrebbero più ricevuto forniture di gas dall’azienda Gazprom a partire dalle 8 di questo mercoledì.

La decisione arriva dopo che, un mese fa, Gazprom aveva dichiarato che i Paesi che avevano sanzionato la Russia, considerati ostili, avrebbero dovuto pagare il gas in rubli. Molti Paesi si sono rifiutati di farlo, anche considerando che da contratto il pagamento era previsto in euro. L’Italia stessa non ha considerato l’opzione del rublo percorribile: in queste settimane Mario Draghi ha viaggiato a livello internazionale con l’intento di stringere nuovi accordi per forniture di gas ed elettricità alternative alla Russia ed è ormai celebre la frase “cosa preferiamo, la pace oppure l’aria condizionata accesa tutta l’estate?”, che palesava l’intento di mantenere la mano ferma sull’argomento da parte del governo italiano.

Vladimir Putin e le ritorsioni dopo le sanzioni: Italia in prima linea

Già a fine marzo Vladimir Putin aveva ribadito più volte di volere pagamenti solo in rubli, a prescindere da quanto previsto dai contratti stipulati, ed aveva successivamente obbligato Gazprombank, ovvero la banca che si occupa della gestione dei passaggi di denaro tra Russia ed Europa, a convertire tutti i pagamenti in rubli.

Di fatto, è stato però stabilito che i Paesi europei avrebbero potuto aprire un nuovo conto presso Gazprombank sul quale pagare in dollari o euro, e che poi i soldi sarebbero stati convertiti in rubli. Polonia e Bulgaria si sarebbero però opposti a questo cambiamento, che era stato in effetti accolto con enorme diffidenza da tutti i paesi europei.

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