Cronaca Nera

Strage familiare a Samarate, violati i sigilli nella casa del massacro posta sotto sequestro: la scoperta

Intrusione nella casa di Samarate in cui Alessandro Maja avrebbe ucciso moglie e figlia 16enne a martellate: qualcuno ha violato i sigilli ed è entrato nell'abitazione sotto sequestro.
Strage familiare a Samarate, violati i sigilli nella casa del massacro posta sotto sequestro: la scoperta

C’è un giallo collaterale nel caso della strage familiare a Samarate, in provincia di Varese: qualcuno avrebbe violato i sigilli della casa teatro del massacro, attualmente sotto sequestro, per entrare all’interno dell’abitazione in cui il 57enne Alessandro Maja avrebbe ucciso a martellate moglie e figlia di 16 anni, ferendo gravemente il figlio maggiore.

Strage di Samarate, violati i sigilli nella casa del massacro dove Alessandro Maja avrebbe ucciso moglie e figlia

Qualcuno si sarebbe introdotto nella villetta della strage familiare dopo aver rotto i sigilli imposti dalla Procura di Busto Arsizio, violando così la scena in cui la scorsa settimana si è consumato l’orrendo crimine.

La segnalazione sarebbe stata fatta da alcuni vicini, riporta Il Corriere della Sera, che dopo aver visto una porta aperta al piano terra avrebbero allertato i carabinieri. All’interno dell’abitazione, la scoperta degli inquirenti.

Violati sigilli nella casa di Samarate teatro della strage di famiglia: la scoperta degli inquirenti

Al momento, l’identità di chi si è introdotto nell’abitazione di Samarate sotto sequestro risulterebbe ignota. Le indagini sono in corso, riporta Ansa, ma dalle prime informazioni emerse sembrerebbe che all’interno della villetta siano stati spostati alcuni oggetti.

Sull’episodio indagano i carabinieri del Nucleo investigativo di Varese e della Compagnia di Busto Arsizio, al lavoro per chiarire i contorni dell’effrazione.

La casa è stata teatro della morte di Stefania Pivetta, 56 anni, di sua figlia Giulia, 16 anni, e del grave ferimento del figlio maggiore Nicolò, 23 anni, tuttora ricoverato in prognosi riservata.

Ad aggredirli, secondo la ricostruzione, sarebbe stato il marito e padre delle vittime, Alessandro Maja, che avrebbe agito con l’uso di armi quali un martello e forse un trapano.

Il dramma si sarebbe consumato all’alba del 4 maggio scorso, quando alcuni residenti della zona hanno lanciato l’allarme dopo aver notato l’uomo, ancora sporco di sangue, urlare di aver sterminato la famiglia.

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