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Berlusconi-Toffanin: trasloco extralusso nella villa da 20 milioni di euro

Pubblicato: 20/03/2024 10:36

Un trasloco extra lusso, quello di Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin: l’ad di Mediaset e la conduttrice lasciano il Castello Paraggi, dove vivevano da diversi anni, per trasferirsi nella loro nuova abitazione a Portofino. Il trasloco dovrebbe avvenire a breve. 
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La nuova mega villa a Portofino

Come riferito da “Il Secolo XIX”, è finita la ristrutturazione di Villa San Sebastiano che Pier Silvio aveva rilevato nell’aprile 2022. Si tratta di una proprietà immobiliare di 1.300 metri quadrati nel territorio di una delle località più suggestive e ambite di tutta la Liguria. Villa San Sebastiano conta 9 camere, 7 bagni, una piscina, un frutteto, un uliveto, un vigneto e una impareggiabile vista mozzafiato sul golfo del Tigullio. Gli interni dell’abitazione sono stati completamente rivisitati negli anni Settanta da Gae Aulenti. Sembra che Pier Silvio Berlusconi l’abbia acquistata per 20 milioni di euro. La villa, già bellissima quando fu acquistata, oggi è diventata ancora più elegante grazie ai lavori portati a termine dal nuovo proprietario. Il colore scelto per gli esterni è un salmone pastello, una tipica tinta ligure. Il patio è stato risistemato seguendo le indicazioni del Parco di Portofino e della sovrintendenza. (Continua a leggere dopo la foto)

I lavori della nuova villa

Alla fine del 2023, Pier Silvio aveva ricevuto il via libera per realizzare il pergolato nell’area di pertinenza dell’immobile: uno degli ultimi lavori necessari prima del suo trasferimento effettivo. In quell’occasione il Comune aveva accolto l’istanza con la quale la società immobiliare che ha rilevato l’immobile per conto del numero uno di Mediaset aveva chiesto il nulla osta per alcune modifiche strutturali. I lavori del pergolato sono stati realizzati seguendo rigorosamente le indicazioni del Parco di Portofino e della Sovrintendenza: il patio è stato risistemato utilizzando “esclusivamente tendame di castagno scortecciato o squadrato a mano con l’ausilio di utensili da taglio, escludendo la lavorazione industriale, sia per quanto concerne le strutture verticali di sostegno da posarsi in opera senza opere di fondazione e per un’altezza massima pari a due metri e mezzo”.