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Elisa Claps, i nuovi dettagli sull’omicidio: “I depistaggi, quei due biglietti anonimi e l’incontro del parroco con una 18enne alle terme”

Pubblicato: 29/04/2024 14:41
Elisa Claps nuovi dettagli

Domenica 28 aprile, a Cava de’ Tirreni in Campania, è stato presentato il libro inchiesta sul caso di Elisa Claps, pubblicato da EdiMavi. Presenti anche gli autori, i giornalisti Fabio Amendolara e Fabrizio Di Vito. La cittadina campana rappresenta un luogo simbolico, perché è originaria di lì anche Anna Esposito, la poliziotta che indagò sul caso Claps, trovata impiccata nell’appartamento della caserma di Potenza dove sera in servizio. E ora emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Elisa.
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Le rivelazioni degli autori del libro su Elisa Claps

“Nel 2011 mi sequestrarono tutto, vennero a casa, in ufficio. – racconta Amendolara al Fatto Quotidiano – Volevano tagliare i ponti con le mie fonti primarie sul caso Claps. L’inchiesta su Anna si è scritta da sola. Sono arrivato a Potenza nel marzo del 2002, nel giorno dell’anniversario della sua morte. Mi sembrò assurdo sin da subito che i suoi colleghi le avessero sfondato la porta di casa dopo appena mezz’ora di ritardo in ufficio. Quando poi ho visto le foto e le relazioni autoptiche non ho avuto dubbi: non poteva trattarsi di suicidio, a partire da quello zigomo livido a seguito di una colluttazione, per non parlare delle costole rotte e dell’osso cricoide spezzato. Purtroppo le indagini sono state archiviate, ma il gip nella sua relazione finale ha scritto che ‘si propende per un’ipotesi omicidiaria’. Da suicidio certo si è passati a probabile omicidio. Purtroppo non si è mai più indagato”.

Quel biglietto anonimo

“Ci sono nuovi elementi che danno una chiave interpretativa diversa al caso Claps. – rivela poi Di Vito – Il primo è quel biglietto anonimo, ritrovato a Parco Montereale pochi giorni dopo la scomparsa di Elisa, vicino al tabacchino del padre. Quel biglietto era in una nota a piè di pagina di una delle prime informative della Questura di Potenza. C’era scritto: ‘Avevo una gatta. Cantava troppo. L’ho uccisa. Elisa l’ho fatta sotterrare con una pietra’, prova evidente che chi ha ucciso Elisa Claps non l’ha fatto da solo. Se avessero fatto una perizia su quel foglio, avrebbero potuto già indagare su chi ha aiutato Danilo Restivo a occultare il corpo di Elisa. Ormai anche il reato di concorso per occultamento di cadavere è andato in prescrizione. Sono stati fatti tanti errori durante le indagini”.

“Inchiesta incredibile”

“La procura di Salerno ha fatto scadere i termini per le indagini preliminari dopo il ritrovamento del corpo di Elisa. – racconta ancora Amendolara – Tutti i reperti presi sono rimasti inutilizzati. Mentre è stata fatta un’inchiesta incredibile sulle due signore dell’impresa di pulizie che hanno ritrovato il corpo. Avranno anche sbagliato ma intanto hanno pagato solo loro. 

C’è un altro biglietto anonimo, inviato all’avvocato Maria Bamundo che difende le due donne in questione, in cui è citato un sacerdote della Diocesi, tale De Sortis: ‘Lui potrebbe raccontare cose importanti’ è scritto. Chi lo ha inviato ha commesso un errore: non l’ha spedito all’indirizzo del suo studio né presso l’abitazione ma è indirizzato presso una casa di proprietà di un collega della Bamundo, la stessa dov’erano stati convocati dieci testimoni sul caso. L’anonimo è uno di loro. Adesso, tocca alla procura indagare. Che sia intervenuta la Curia a coprire Danilo Restivo è pacifico, bisognerebbe capire chi è e se è anco2ra vivo”.

E poi ancora Di Vito: Non ce lo vedo il padre di Restivo, direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza, a fare lavori di falegnameria e praticare fori nel soffitto del sottotetto della Trinità. E infine, la Procura di Salerno ha aiutato chi ha aiutato Restivo. Perché non sono stati in grado di risolvere il caso, dai Carabinieri che per primi hanno preso la denuncia di scomparsa alla Squadra Mobile ai magistrati stessi. Tutti avevano un nervo scoperto sul caso Claps quindi poi si sono coperti a vicenda. C’è un altro elemento mai venuto fuori. Dopo la scomparsa di Elisa, il parroco della Trinità com’è noto andò alle terme, a Fiuggi, come era solito fare ogni anno.

Lì incontrò una ragazza di Potenza che gli chiese di poter festeggiare i 18 anni sulla terrazza della Trinità, in data 18 settembre, pochi giorni dopo, a dieci metri da dov’era sepolta Elisa. Forse non era già a conoscenza di quanto accaduto. Quei ragazzi da allora non sono mai stati sentiti. Questa festa, resa nota durante al processo delle due signore delle pulizie che ‘trovarono il corpo’, ci porta a fare una riflessione sul ruolo della comunità potentina in cui nessuno ha mai visto nulla quel giorno, nonostante fosse mezzogiorno di una domenica di settembre e Elisa fosse scomparsa nella centralissima via Pretoria”.
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