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Meta, indagine della Commissione europea: “Genera dipendenza nei bambini”

Pubblicato: 16/05/2024 13:49

L’Unione europea apre un’indagine nei confronti di Meta. La società presieduta da Mark Zuckerberg, proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp tra gli atri, creerebbe dipendenza nei bambini. Sotto la lente anche i metodi di verifica dell’età messi in atto dal colosso della Silicon Valley.
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La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita nei confronti di Meta. La società avrebbe violato le norme Ue contenute nel Digital Services Act a tutela dei minori. Bruxelles teme che “i sistemi di Facebook e Instagram, compresi i loro algoritmi, possano stimolare dipendenze comportamentali nei bambini”. E “creare effetti” di isolamento e depressione rischiosi per la loro salute mentale. Sotto la lente anche i metodi di verifica dell’età messi in atto dal colosso dei social network.
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Meta ha ignorato gli avvisi di infrazione

Lo sottolinea il commissario Ue per il Mercato interno, Thiery Breton. “Non siamo convinti che Meta abbia fatto abbastanza per rispettare gli obblighi del Digital Services Act. Doveva mitigare i rischi di effetti negativi sulla salute fisica e mentale dei giovani europei sulle sue piattaforme”. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg era già stato messo in guardia a novembre sulle possibili violazioni a danno della tutela dei minori, ma le sue risposte alle richieste formali di Bruxelles non sono state considerate rassicuranti.

Sotto accusa il sistema di controllo dell’età

L’indagine aperta dall’Ue riguarda in particolare, il rispetto da parte di Meta degli obblighi in materia di privacy. La valutazione e mitigazione dei rischi nella progettazione delle interfacce di Facebook e Instagram. “Possono sfruttare le debolezze e l’inesperienza dei minori e causare comportamenti di dipendenza” e “rafforzare” gli effetti più dannosi per la salute mentale. Bruxelles valuterà anche la conformità della società di Menlo Park ai requisiti necessari a impedire l’accesso di bambini e adolescenti a contenuti inappropriati. Soprattutto, gli strumenti di verifica dell’età che “potrebbero non essere ragionevoli, proporzionati ed efficaci”.

L’istruttoria sarà condotta in linea prioritaria e consentirà all’esecutivo Ue di continuare ad accumulare prove e fare pressione su Meta affinché migliori la sua azione di tutela degli adolescenti. Durante le indagini la squadra di Breton avrà il potere di adottare misure provvisorie e decisioni di non conformità. Per chi viola le norme, il Digital Services Act prevede multe fino al 6% del giro d’affari annuo globale delle società e, in caso di recidiva, il divieto di operare in Europa.

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Ultimo Aggiornamento: 16/05/2024 15:22