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Ponte sullo Stretto, lo studio cambia tutto: “Non si può fare per legge”

Pubblicato: 27/05/2024 17:37

Villa San Giovanni – Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro delle polemiche. Secondo uno studio recente dell’ingegnere Paolo Nuvolone, presentato oggi in consiglio comunale, la struttura non rispetterebbe le normative vigenti in materia di costruzione su faglie attive.
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L’indagine, avviata dall’Ispra nel 2015, ha stabilito una fascia di non edificabilità sul versante calabrese, che include l’area dove dovrebbe sorgere il ponte. Queste conclusioni contrastano nettamente con le dichiarazioni di Pietro Ciucci, ingegnere della Stretto di Messina, che aveva rassicurato sul rispetto delle norme geosismiche.

Le mappe allegate alla relazione del Comune dimostrano il contrario: i punti di ancoraggio, il pilone, il pontile e gli svincoli ricadono esattamente nella zona rossa di totale inedificabilità. L’opera, come prevista dal progetto, è sovrapposta alla ricostruzione grafica delle faglie, lasciando poco spazio a interpretazioni.

Secondo la normativa, nelle zone con faglie attive, le infrastrutture devono essere delocalizzate o sottoposte a specifici programmi di verifica per minimizzare i rischi. Questo imperativo, nato per evitare tragedie come il terremoto dell’Aquila, impone una fascia di attenzione di duecento metri per lato delle faglie, più che doppia rispetto al passato.

Il devastante sisma dell’Aquila, originato dalla faglia di Paganica, ha portato alla morte di oltre 300 persone. La tragedia ha evidenziato l’importanza di misure preventive rigide, portando all’introduzione della zona di rispetto di trenta metri per lato dove non è consigliabile costruire nulla, neanche un ponte.

C’è da chiedersi se la Stretto di Messina abbia ignorato deliberatamente queste norme o se abbia semplicemente riportato in copia conforme i dati sismici del vecchio progetto del 2011, quando le attuali normative non erano ancora in vigore. Questo punto è stato evidenziato anche dal Mase, che ha mosso 239 osservazioni critiche al progetto, sottolineandone l’obsolescenza e la mancanza di aggiornamenti normativi.

In definitiva, il Ponte sullo Stretto, un’opera discussa e controversa, sembra dover fare i conti non solo con questioni tecniche e di sicurezza, ma anche con una normativa chiara e dettagliata che non lascia spazio a deroghe o interpretazioni. La comunità di Villa San Giovanni e l’intero Paese attendono con ansia ulteriori sviluppi e decisioni che tutelino la sicurezza e il rispetto delle leggi vigenti.

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