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La morte di Berlinguer, un dramma collettivo italiano: immagini e testimonianze inedite

Pubblicato: 04/06/2024 16:27

Lacrime e occhi rossi. È difficile passare davanti all’ospedale di Padova il 7 giugno 1984, quando migliaia di persone si radunano, né di fronte alla storica sede di Via delle Botteghe Oscure, con un flusso interminabile di studenti, militanti e persone di ogni età.

Molte fabbriche si fermano spontaneamente. All’aeroporto di Venezia, gli operai di Porto Marghera non vogliono che la salma parta.

Nelle piazze d’Italia, ci si stringe attorno alla notizia data dall’Unità l’11 giugno: “È MORTO”, dopo una straziante agonia causata da un’emorragia cerebrale durante un comizio a Padova. Politici e personalità da tutto il mondo si riuniscono in Piazza Venezia per rendere omaggio, tra cui, sorprendentemente, il capo della destra Giorgio Almirante. Due milioni di persone partecipano al funerale storico il 13 giugno in Piazza San Giovanni, in un’immagine simbolo di un’epoca. Fu un dramma collettivo per l’Italia, una morte improvvisa che lasciò un vuoto incolmabile e la consapevolezza che nulla sarebbe più stato lo stesso.

Prima della Fine – Gli Ultimi Giorni di Enrico Berlinguer

Il film documentario di Samuele Rossi, frutto di tre anni di ricerche, racconta gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer. Con materiale inedito e testimonianze eccezionali, il documentario include spezzoni dei suoi comizi tra il 1973 e il 1984, dove si parlava di libertà, democrazia, pane, lavoro, riscossa delle donne, pace e progresso. Il cuore del film, in anteprima al Biografilm di Bologna il 10 giugno e poi nelle sale dal 13 giugno, è il racconto dal 7 al 13 giugno 1984.

Si parte da Padova, da quel comizio con il primo maxischermo, dove il responsabile delle riprese decide di registrare non solo la voce ma anche le immagini, non sapendo che saranno le ultime di Berlinguer. Il suo sorriso, il fazzoletto passato sul viso, le parole che incespicano, le forze che mancano, e poi la corsa in ospedale, in coma, da cui non si riprenderà.

Il film documenta, in un’epoca senza social, l’attesa disperata dei militanti, l’arrivo della moglie Letizia Laurenti e dei figli Bianca, Maria, Laura, Marco, e via via Pietro Ingrao, Giancarlo Pajetta, Nilde Iotti, il portavoce Antonio Tatò e, dopo giorni di polemiche, anche il presidente del Consiglio Bettino Craxi di ritorno da un G7 a Londra. E le migliaia di telegrammi arrivati al PCI, tra cui quello di Vasco Rossi. Su tutti, come sempre nelle grandi tragedie italiane, il presidente della Repubblica Sandro Pertini, le cui immagini nel film commuovono profondamente. Pertini arriva a Padova l’8 giugno e rimane fino alla fine, come se Berlinguer fosse suo figlio, riportandolo a Roma.

Un ricordo incancellabile

La memoria collettiva di quegli anni è racchiusa in queste immagini, segnando un prima e un dopo Enrico Berlinguer, il politico che fece della dignità dell’uomo l’obiettivo del suo programma. Quarant’anni dopo, grazie al lavoro di Samuele Rossi, che ha trovato con Giuseppe Cassaro e Echivisivi un materiale oggi storico, Berlinguer sembra parlarci ancora con emozione. Il film è co-prodotto con Salice Production di Cosetta Lagani e Solaria Film di Emanuele Nespeca, in collaborazione con Sky Documentaries.

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