
Alla fine fu un ruggito del coniglio, come la celebre trasmissione radiofonica italiana, la Le Pen raccatta molto poco rispetto alle attese. La mossa pokerista di chiamare un fronte antidestra da parte di Macron, sciogliendo l’assemblea nazionale, ha avuto effetto. La forte affluenza, una vera e propria mobilitazione, è stato comunque un grande segnale di democrazia, indipendentemente dal risultato. È il segreto del doppio turno alla francese, che consente una riscossa se il primo turno non è convincente. Non si sa se per Macron sarà meglio avere Melenchon che la Le Pen, il discorso del leader di sinistra è stato tranchant, duro e irredimibile sul programma di sinistra del Fronte Popolare.
La Francia, come L’Inghilterra ha svoltato a sinistra, in un tunnel della Manica. Ora sarà una bella gatta da pelare dentro l’Assemblea francese per costruire un governo. Ma non crediamo ad uno scontro ulteriore, che porterebbe il Paese, abbastanza stremato, di nuovo al voto. Ci saranno pontieri che dovranno costruire un governo che porti la Francia fuori dalle secche. Le misure sociali che pretende Melenchon, innalzamento del salario minimo, che noi non abbiamo, la pensione a 60 anni, porteranno ad un forte indebitamento della Francia, ed a un forte deficit, ma la UE non può permettersi una Francia fuori dal quadro della maggior Ursula, pertanto chiuderà gli occhi, cosa che farà comodo alla Meloni che ha gli stessi problemi, e pure a Scholtz che è in recessione. Allons enfants de la Patrie, cantano in Piazza de la Repubblique, molti stanno rifiatando in tutta Europa, e sotto sotto pure in Italia. Per la Le Pen, ci è ormai abituata, è l’ennesima sconfitta, ma ritenterà, è figlia di suo padre, e non si arrende, a meno che non trovi sulla sua strada uno più a destra, e più convincente, di lei. Alla fine fu tanto rumore per nulla. Un ruggito lapin.

