
Ancora una tragedia sulle strade italiane, con un ciclista travolto e ucciso da un mezzo a due ruote. Un impatto improvviso, nella quiete della notte, che ha spezzato una vita e sconvolto una comunità. A rendere ancora più dolorosa la vicenda è l’età del conducente, giovanissimo, e la sua fuga immediata dopo l’accaduto. Un gesto istintivo, forse dettato dal panico, ma che ha impedito di soccorrere tempestivamente la vittima.
Il caso riporta l’attenzione su due temi sempre più centrali nel dibattito pubblico: da un lato la sicurezza stradale per chi si muove in bicicletta, spesso invisibile agli occhi di automobilisti e motociclisti; dall’altro, la responsabilità alla guida, soprattutto tra i più giovani. Un equilibrio fragile che, in una manciata di secondi, può diventare tragedia.

Si costituisce il 16enne
Si è costituito il presunto pirata della strada che nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 luglio ha investito e ucciso Paolo Michelin, 62 anni, mentre rientrava a casa in sella alla sua bicicletta elettrica. A presentarsi spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Valdagno, accompagnato dai genitori, è stato un ragazzo di 16 anni, residente nella zona. Il giovane ha ammesso le proprie responsabilità, spiegando di essere stato colto dal panico dopo l’urto e di essere quindi fuggito senza prestare soccorso.
Secondo la prima ricostruzione fornita agli investigatori, il ragazzo stava percorrendo in scooter via Cereda, a poca distanza dall’abitazione della vittima, quando ha colpito il ciclista. Michelin stava rincasando e si trovava ormai a poche centinaia di metri dal proprio domicilio. L’impatto è stato violento: alcuni residenti, svegliati dal rumore, sono accorsi a prestare aiuto e hanno subito allertato il 118. Ma i tentativi dei sanitari di rianimare l’uomo si sono rivelati inutili.

Il Targa system per ricostruire l’accaduto
Ora i carabinieri stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Fondamentali saranno le immagini del Targa system installato nei dintorni, che potrebbero confermare la versione del ragazzo e accertare eventuali altre responsabilità o concause.
Il caso ha scosso profondamente la comunità di Cereda di Cornedo Vicentino, dove Paolo Michelin era conosciuto e stimato. La notizia della fuga, seguita dalla confessione del sedicenne, ha sollevato molte domande e riaperto il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla responsabilità dei giovanissimi alla guida di mezzi a motore.


