
Il mondo dello sport universitario è stato colpito da una notizia tragica che ha lasciato atleti, allenatori e tifosi in profondo dolore. Una giovane promessa del calcio femminile è scomparsa dopo una lunga battaglia contro una rara malattia, lasciando un vuoto difficile da colmare. La notizia ha generato commozione e cordoglio in tutto l’ambiente sportivo, dove la ragazza era conosciuta per il talento, la determinazione e il sorriso contagioso.
La sua storia è diventata, nel giro di pochi mesi, un simbolo di coraggio e resilienza. Nonostante la diagnosi, aveva continuato a essere un punto di riferimento per la propria squadra, sostenendola e trasmettendo energia positiva anche nei momenti più difficili. Il suo esempio resterà impresso come testimonianza di amore per lo sport e per la vita.

Si è spenta a soli 21 anni Mia Hamant, portiere emergente di calcio femminile universitario e stella dell’Università di Washington, vicino a Seattle. La giovane atleta statunitense è morta a causa di un raro cancro ai reni, diagnosticato lo scorso aprile in fase avanzata. Secondo i media americani, dal 1995 sono stati registrati meno di 200 casi di questa malattia in tutto il mondo.
Nel 2024, Hamant era considerata tra i migliori portieri della Big Ten Conference, una delle leghe universitarie più antiche e prestigiose degli Stati Uniti. Quest’anno non aveva potuto giocare a causa della malattia, ma aveva continuato a sostenere le compagne, partecipando agli allenamenti e accompagnando la squadra anche durante i cicli di chemioterapia.

«Mia ci ha reso tutti persone migliori», ha dichiarato con commozione l’allenatrice Nicole Van Dyke. «Il suo impatto si sentirà per sempre nel nostro programma e nelle nostre vite. Anche nei momenti più difficili, ha mostrato uno spirito incrollabile che ha ispirato ogni giorno compagne e allenatori».
Dopo la sua scomparsa, le Washington Huskies hanno dedicato le loro vittorie alla giovane portiera. La squadra ha conquistato il campionato di regular season della Big Ten 2025, il primo titolo per l’università dal 2000. Un traguardo importante, raggiunto con la forza di chi gioca per qualcosa di più grande del risultato.
Solo tre giorni dopo la morte della compagna, le Huskies hanno trionfato anche nel torneo della Big Ten 2025, battendo Michigan State ai rigori per 4-1. Un successo dal forte valore simbolico, che ha qualificato la squadra per la College Cup, il massimo traguardo del calcio universitario americano.
«Questo titolo è per lei», hanno dichiarato le compagne dopo la finale. «Ha lottato più di chiunque altro. Ogni volta che entriamo in campo, sentiamo che Mia è ancora con noi». Un messaggio che racchiude l’essenza della sua eredità: passione, forza e amore per lo sport.
Nel 2024, Hamant era stata protagonista delle semifinali di conference, parando due rigori decisivi che avevano portato le Huskies a un passo dal titolo. Quell’impresa le era valsa la selezione nella squadra Big Ten All-Tournament, riconoscimento che oggi suona come l’ultimo tributo a una carriera breve ma luminosa.


