
Una famiglia di Montesilvano, in provincia di Pescara, vive da oltre un anno un vero e proprio incubo burocratico a causa di un errore formale che le impedisce di ricevere sostegno economico per il proprio figlio, affetto da gravissime malattie cardiache. Tutto è iniziato per una virgola di troppo inserita tra i due nomi di battesimo del bambino al momento della registrazione all’anagrafe di Roma.
L’errore ha generato un codice fiscale errato, impedendo alla famiglia di ottenere l’indennità di accompagnamento. Nonostante l’Inps assicuri di monitorare la situazione, il bambino non ha ricevuto alcun sostegno, mentre i genitori devono fronteggiare spese mediche e viaggi continui per le cure.
La famiglia si è rivolta all’associazione Carrozzine Determinate, il cui presidente, Claudio Ferrante, definisce il caso emblematico. “Un semplice errore burocratico si è trasformato in un incubo per chi deve assistere un bambino con una disabilità gravissima. Chiediamo all’Inps Abruzzo di intervenire con urgenza”, ha dichiarato Ferrante.

La storia medica del piccolo, Gabriele, affonda le radici già prima della nascita, quando alla madre venne diagnosticata una grave malformazione cardiaca. Nonostante le difficoltà, la gravidanza è stata portata a termine con un parto programmato all’ospedale Gemelli di Roma.
Dalla nascita, avvenuta nel gennaio 2024, il bambino ha subito già tre operazioni, di cui due a cuore aperto, e dovrà sottoporsi a ulteriori interventi chirurgici per adeguare l’organo artificiale trapiantato alla crescita.
Dopo la nascita, Gabriele è stato trasferito al Bambino Gesù di Roma, dove i genitori hanno affrontato spese considerevoli per poter restare vicino a lui, tra alloggi in bed & breakfast e trasferimenti continui. La situazione economica della famiglia, monoreddito, è diventata particolarmente critica.
Nonostante la richiesta di invalidità e il verbale della commissione medico-legale che indicava la correzione del codice fiscale, il documento corretto non è mai stato recapitato. Di conseguenza, non è stata erogata la pensione di invalidità né gli eventuali arretrati.
Dopo aver contattato più volte le sedi locali dell’Inps, da Pescara a Montesilvano, la pratica risulta ancora bloccata, nonostante i ripetuti solleciti inviati anche nel mese di novembre.
Dall’Inps Abruzzo fanno sapere che è stata avviata una verifica interna per capire le cause del ritardo e sbloccare la procedura, ma la famiglia resta in attesa, vivendo quotidianamente l’angoscia di non poter contare sul supporto necessario per garantire le cure al proprio figlio.


