
La morte di Iurii Kulba, 35 anni, riaccende l’attenzione sulla sicurezza nei cantieri ferroviari. L’operaio, impiegato da una ditta abruzzese specializzata, è deceduto dopo essere rimasto gravemente ferito durante un intervento sulla tratta Civitavecchia-Tarquinia nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 novembre.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente sarebbe avvenuto intorno alle 2.30 di giovedì. Durante le operazioni di rinnovamento e risanamento del binario, una macchina rincalzatrice avrebbe avuto un guasto. Nel tentativo di risolverlo, i martelli del macchinario si sarebbero improvvisamente staccati, colpendo Kulba in pieno. Nonostante l’intervento immediato dei sanitari, l’uomo è morto nella serata di giovedì a causa delle gravissime ferite riportate.
A darne comunicazione è la Cgil di Roma e Lazio, che in una nota esprime cordoglio e chiede di “fare piena luce su quanto accaduto”, sollecitando allo stesso tempo la riconvocazione del tavolo regionale sulla sicurezza. Il sindacato sottolinea come l’ennesima vittima sul lavoro imponga un’azione urgente e coordinata per garantire controlli più stringenti e procedure adeguate nei cantieri ad alto rischio.
La procura e gli enti competenti hanno avviato gli accertamenti per definire le dinamiche dell’incidente e verificare l’eventuale presenza di responsabilità. Kulba lascia una comunità di colleghi e amici sconvolti, mentre il suo nome si aggiunge alla lunga lista di lavoratori morti mentre svolgevano il proprio mestiere.


