
Un episodio ad alta tensione ha scosso il quartiere Qt8 di Milano nelle prime ore del mattino di venerdì 12 dicembre. Intorno alle 5.40 una guardia giurata ha esploso circa una decina di colpi di pistola di fronte all’istituto scolastico della zona, ancora chiuso a quell’ora. A innescare la sequenza di spari sarebbe stata, secondo la ricostruzione fornita dallo stesso vigilante, una tentata rapina avvenuta mentre stava camminando lungo la strada.
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La versione della guardia giurata
L’uomo ha raccontato agli inquirenti di essere stato avvicinato alle spalle da un individuo descritto come originario del Nord Africa, il quale lo avrebbe minacciato con un coccio di bottiglia chiedendogli di consegnare il cellulare. Dopo il tentativo di furto, il presunto aggressore sarebbe fuggito, e la guardia avrebbe reagito estraendo la propria arma semiautomatica e sparando più volte mentre lo inseguiva per un tratto di circa cento metri.
Non è ancora chiaro se i proiettili siano stati esplosi ad altezza uomo o verso l’alto. Un elemento decisivo che la magistratura dovrà valutare per stabilire la legittimità dell’uso dell’arma in un contesto urbano e potenzialmente pericoloso.

I bossoli ritrovati e i rilievi della Scientifica
Sul posto sono stati recuperati diversi bossoli: almeno cinque in via Lovere e altri due o tre in via Bassi. La loro distribuzione conferma che gli spari sono stati numerosi e che l’inseguimento si è sviluppato lungo un percorso esteso, aumentando i rischi per chiunque si trovasse nelle vicinanze.
Gli investigatori, insieme alla Scientifica, stanno ora lavorando per ricostruire con precisione la dinamica. Verranno visionate tutte le telecamere di videosorveglianza presenti nell’area, fondamentali per verificare se la rapina sia effettivamente avvenuta e per identificare il presunto rapinatore.

Indagini in corso e domande aperte
La ricostruzione degli eventi si concentra su diversi aspetti: la reale minaccia subita dalla guardia, la proporzionalità della reazione e la traiettoria dei colpi esplosi. Il quadro investigativo dovrà chiarire se vi siano state violazioni delle norme che regolano l’uso delle armi da parte del personale di sicurezza privata.
Nel frattempo, il quartiere resta scosso dai boati uditi all’alba, in un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana e sul delicato equilibrio tra autodifesa e tutela dell’incolumità pubblica.


