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Francesca Ercolini, svolta nella morte della magistrata

Pubblicato: 23/06/2026 19:13

Una drammatica svolta investigativa rischia di riscrivere completamente la verità sulla tragica fine di Francesca Ercolini, la magistrata di Campobasso rinvenuta priva di vita all’interno della sua abitazione di Pesaro il giorno di Santo Stefano del 2022. I risultati della seconda autopsia eseguita sulla salma hanno infatti introdotto elementi di eccezionale gravità, riaprendo un caso inizialmente catalogato come gesto volontario. Gli inquirenti seguono ora con decisione la pista del delitto, supportati da una serie di evidenze fisiche che sembrano smentire la tesi originaria. Sul corpo della donna sono state riscontrate lesioni alle mani, unghie spezzate e un vistoso ematoma alla scatola cranica; dettagli visibili già nei rilievi fotografici effettuati in viale Zara, ma incredibilmente trascurati nel corso della prima ricognizione cadaverica.

Questi segni, uniti a una profonda unghiatura rilevata sul collo, hanno spinto la procuratrice dell’Aquila Roberta D’Avolio a non escludere l’ipotesi che la giudice si sia strenuamente difesa da un’aggressione brutale. Proprio la mancata valorizzazione di tali tracce, in aperta violazione delle linee guida della comunità scientifica internazionale, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati del primo medico legale.

Il giallo del foulard e l’esame balistico a Roma

Al centro della contesa giudiziaria vi è ora l’esatta dinamica del decesso, analizzata durante l’incidente probatorio nella capitale. Da un lato, il perito della difesa Mariano Cingolani continua a sostenere che i segni sul collo siano compatibili con il foulard di seta a fiori rinvenuto sulla ringhiera della scala interna. Di parere opposto è il consulente della procura, Vittorio Fineschi, il quale in una dettagliata relazione di 402 pagine evidenzia come quel solco profondo presenti un andamento del tutto irregolare rispetto a una meccanica da impiccamento, suggerendo piuttosto l’utilizzo di un mezzo rigido.

I consulenti di parte hanno consegnato agli esperti del Ris una copia perfetta del foulard di Gucci per effettuare i test di resistenza. Un elemento decisivo potrebbe arrivare dall’analisi di una ciocca di capelli della vittima rimasta impigliata nel nodo del tessuto sequestrato. Resta da chiarire il mistero del pezzo mancante dell’indumento, tagliato dal coniuge nel tentativo, a suo dire, di liberare il corpo sospeso della moglie. Un dettaglio ritenuto fondamentale che sarà oggetto di un imminente e mirato sopralluogo sulla scena del crimine.

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