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Femminicidio Tramontano, processo da rifare. La Cassazione: “Il piano di Impagnatiello partì a dicembre”

Pubblicato: 23/06/2026 18:53

Un clamoroso colpo di scena giudiziario impone di riaprire le aule di tribunale per uno dei delitti più efferati degli ultimi anni. Il processo a carico di Alessandro Impagnatiello dovrà essere celebrato di nuovo, seppur parzialmente. Lo ha stabilito in modo perentorio la Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza, con cui è stato ordinato lo svolgimento di un processo d’appello bis. I giudici di terzo grado non hanno messo in discussione la condanna all’ergastolo, che rimane un punto fermo e insindacabile, ma hanno contestato l’esclusione dell’aggravante della premeditazione, commessa dai magistrati del grado precedente. Secondo gli ermellini, esistono infatti elementi concreti per dimostrare come l’imputato avesse pianificato l’omicidio della compagna già molti mesi prima di compierlo.

La tragedia risale al 27 maggio 2023 a Senago, nel Milanese. La ventinovenne Giulia Tramontano, incinta al settimo mese del piccolo Thiago, viene brutalmente assassinata con 37 coltellate dal fidanzato trentenne. La relazione tra i due era in crisi profonda dopo che la vittima aveva scoperto la doppia vita del barman, il quale portava avanti una relazione parallela con una collega di lavoro. Dopo aver nascosto il corpo per giorni tra un garage e il bagagliaio dell’auto, l’uomo aveva infine confessato il delitto.

L’indizio chiave del veleno e il piano calcolato per mesi

L’elemento centrale che ha spinto la Suprema Corte a chiedere un nuovo pronunciamento incentrato sulla premeditazione risiede nei risultati dei rilievi scientifici e tossicologici effettuati sul corpo della vittima e sul feto. Gli esami hanno infatti rivelato che l’imputato tentava di avvelenare la compagna da moltissimo tempo, una circostanza che i giudici d’appello avrebbero erroneamente trascurato.

La Cassazione ha messo in evidenza il dato inquietante dell’incremento massiccio della somministrazione di veleno per topi, contenente il principio attivo del bromadiolone. Questa condotta criminosa, iniziata già nel dicembre del 2022, era diventata ancora più frequente e intensa proprio nell’ultimo mese e mezzo di vita della ragazza. Questa prolungata e metodica somministrazione nel tempo dimostra inequivocabilmente che l’idea di uccidere Giulia Tramontano non è nata da un raptus momentaneo il giorno del delitto, ma faceva parte di un piano lucido, calcolato e portato avanti da mesi con raggelante determinazione.

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