
Il legale di Valentina D’Acunto, la madre delle due sorelle scomparse da una casa famiglia di Civitella Alfedena e poi ritrovate a Formia, ha rimesso il mandato difensivo. Si tratta dell’avvocato Giuseppe D’Amici, che ha rinunciato alla difesa della donna, attualmente detenuta in carcere insieme al compagno e al nonno delle ragazze. I tre risultano accusati di aver sequestrato le due sorelline di 16 e 12 anni, rimaste lontane dalla struttura che le ospitava per circa due settimane.
In una nota diffusa nelle ultime ore, l’ormai ex legale della donna ha spiegato che la propria decisione matura in seguito a sopraggiunti motivi personali e professionali, che renderebbero impossibile proseguire l’assistenza nel rispetto della deontologia professionale. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle ragioni specifiche che hanno portato alla rinuncia dell’incarico.
Il ruolo del telefono nascosto nel pandoro
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’allontanamento delle due sorelle dalla casa famiglia sarebbe stato pianificato proprio dalla madre delle minori. La donna avrebbe fornito alle figlie un cellulare con una scheda telefonica intestata a un cittadino pachistano, nascosto all’interno del cartone di un pandoro. Il dispositivo veniva utilizzato per mantenere i contatti con D’Acunto durante le due settimane di fuga. È stata proprio una videochiamata tra le ragazzine e la madre a far scattare il blitz dei carabinieri, che hanno eseguito il decreto di fermo motivato dal concreto pericolo di fuga dei protagonisti della vicenda. Al momento del ritrovamento, le due minori avrebbero manifestato dispiacere, ribadendo di voler restare con la madre.
I prossimi passi: il rapporto con il padre
Per le due ragazzine si apre ora una fase delicata, legata alla ricostruzione del rapporto con il padre. In seguito a una separazione burrascosa tra i genitori, a entrambi era stata revocata la potestà genitoriale sulle figlie. Recentemente, però, il padre delle due adolescenti era stato giudicato nuovamente idoneo a ricoprire il ruolo genitoriale. Secondo quanto ipotizzano gli investigatori, sarebbe stata proprio questa decisione a far scattare in D’Acunto il piano di fuga dalla casa famiglia, organizzato nel tentativo di impedire il riavvicinamento delle figlie al padre.


