
Volodymyr Zelensky apre a una svolta sul fronte diplomatico e si dice pronto a rinunciare all’adesione dell’Ucraina alla Nato in cambio di solide garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti e dell’Europa. Una mossa pensata per favorire l’avanzamento dei colloqui di pace in programma a Berlino domenica.
A riportare la notizia è il Financial Times, secondo cui il presidente ucraino avrebbe manifestato la propria disponibilità nel contesto di un più ampio tentativo di sbloccare lo stallo negoziale con la Russia e rafforzare al tempo stesso la sicurezza del Paese.
Zelensky ha spiegato che l’obiettivo è ottenere garanzie bilaterali di sicurezza tra Ucraina e Stati Uniti, ispirate al modello dell’Articolo 5 della Nato, che prevede la difesa collettiva in caso di attacco a uno Stato membro.

Accanto al ruolo di Washington, il leader di Kiev ha sottolineato l’importanza delle garanzie europee, chiamando in causa anche partner internazionali come Canada, Giappone e altri Paesi alleati, per costruire un sistema di protezione multilaterale.
Le dichiarazioni sono state rilasciate da Zelensky durante una chat su WhatsApp con i giornalisti, segnale della volontà di mantenere un canale diretto e trasparente con la stampa internazionale in una fase cruciale del conflitto.
Sul tema della guerra in Ucraina è intervenuto anche Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, vicepremier e ministro degli Esteri, dal palco di Atreju, ribadendo la linea del governo italiano.

“Abbiamo sempre difeso le ragioni dell’Ucraina”, ha affermato Tajani, sottolineando come l’Italia abbia sostenuto Kiev pur mantenendo una posizione chiara: “Non siamo in guerra con la Russia e non abbiamo mai usato armi italiane in territorio russo”.
Il ministro ha rivendicato una visione autonoma della politica estera italiana, spiegando che Roma ha spesso assunto posizioni ferme, talvolta non pienamente allineate con alcuni partner europei, ma sempre coerenti con i propri principi.
Le parole di Zelensky e Tajani si inseriscono in un contesto internazionale in rapida evoluzione, in cui la ricerca di un equilibrio tra sicurezza, diplomazia e pace resta la sfida centrale per il futuro dell’Ucraina e per la stabilità dell’Europa.


