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Elkann verso il processo per l’eredità Agnelli: imputazione coatta e ricorso in Cassazione

Pubblicato: 16/12/2025 09:12

La vicenda giudiziaria che coinvolge John Elkann è tutt’altro che chiusa e potrebbe conoscere un nuovo capitolo davanti alla Cassazione. I suoi legali hanno infatti annunciato l’intenzione di presentare ricorso alla Suprema Corte contro la decisione del giudice Borretta, definita senza mezzi termini “sorprendente” e “abnorme e difficile da comprendere”. Una scelta che ha spiazzato le parti e che rischia di rimettere in discussione l’intero impianto del procedimento.

Per comprendere l’origine della vicenda è necessario tornare indietro di alcuni mesi, quando tutto ebbe inizio con un esposto presentato da Margherita Agnelli, madre di John. Al termine delle indagini, la procura subalpina aveva tracciato un percorso su due binari: da un lato una richiesta di archiviazione per alcune ipotesi di reato, dall’altro la prosecuzione del procedimento per altre contestazioni. Un equilibrio che sembrava ormai definito e che invece è stato rimesso in discussione.

La decisione del gip e l’imputazione coatta

Dopo un’udienza svolta nel massimo riserbo, il gip Borretta ha respinto la richiesta di archiviazione per John Elkann e per il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero, disponendo per entrambi l’“imputazione coatta”. Il fascicolo riguarda la residenza di Donna Marella Agnelli Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli e nonna di Elkann, scomparsa nel 2019. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, la donna avrebbe vissuto stabilmente a Torino, pur risultando domiciliata in Svizzera, con l’obiettivo di aggirare le norme fiscali.

Diversa la posizione degli altri familiari. L’archiviazione completa è stata disposta per Lapo Elkann e Ginevra Elkann, fratelli di John, e per il notaio svizzero Urs Robert von Gruenigen. Per John Elkann, invece, restano aperti due capi d’accusa, legati alle dichiarazioni dei redditi del 2019 e del 2020.

Le difese hanno reagito con fermezza. “Per noi questi tecnicismi processuali non cambiano nulla – affermano gli avvocati – ribadiamo la nostra ferma convinzione che le accuse mosse a John Elkann siano prive di qualsiasi fondamento”. Gli stessi legali sottolineano che Elkann “ha sempre agito correttamente e nel pieno rispetto della legge”.

Nel frattempo, a Torino erano in calendario due udienze relative al secondo binario seguito dalla procura. Una riguardava la richiesta di messa alla prova presentata da Elkann, dopo il versamento di circa 180 milioni di euro all’erario, l’altra la proposta di patteggiamento di Gianluca Ferrero per una sanzione di 73 mila euro. Entrambe sono state rinviate al prossimo anno per “problemi tecnico-giuridici”.

Negli ambienti del Palazzo di giustizia torinese si parla di un vero rimescolamento delle carte. Le difese restano però fiduciose e ribadiscono: “La scelta di John Elkann di aderire a un accordo non implica alcuna ammissione di responsabilità ed è stata ispirata solo dalla volontà di chiudere rapidamente una vicenda personale molto dolorosa, dopo aver definito con l’Agenzia delle Entrate ogni possibile controversia fiscale legata all’eredità di Donna Marella Agnelli”.

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