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Manovra, emendamento del governo da 3,5 miliardi: pensioni, imprese e previdenza

Pubblicato: 16/12/2025 16:52

Il governo ha depositato nel pomeriggio di oggi l’emendamento alla legge di Bilancio che vale complessivamente 3,5 miliardi di euro, come anticipato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il pacchetto di misure interviene su ambiti diversi, dalle agevolazioni per le imprese alla previdenza, passando per le pensioni e per il Ponte sullo Stretto di Messina, oltre a introdurre disposizioni sulla rimodulazione del Pnrr. Sul calendario parlamentare, intanto, è arrivata la conferma: l’esame della manovra in Aula al Senato inizierà il 22 dicembre e proseguirà il giorno successivo fino al voto finale. La decisione è stata assunta dalla conferenza dei capigruppo, come comunicato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.

Pensione anticipata, finestre più lunghe dopo il 2031

Tra i capitoli più delicati c’è quello delle pensioni anticipate. Per chi matura i requisiti contributivi entro il 31 dicembre 2031 resta invariata la finestra mobile di tre mesi. Dal 2032, però, il meccanismo cambia e i tempi di attesa si allungano in modo graduale.
L’emendamento prevede una finestra di quattro mesi per i requisiti maturati entro il 2033, di cinque mesi per il 2034 e di sei mesi per chi li raggiunge dal 1° gennaio 2035. A questo si somma l’adeguamento alla speranza di vita, che comporta un incremento dei requisiti di un mese nel 2027 e di due mesi nel 2028.

Incentivi alle imprese, superammortamento esteso e vincolo europeo

Sul fronte delle imprese, il governo interviene sull’iper e superammortamento, rendendolo triennale. Le agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, legati alla Transizione 4.0 e 5.0 vengono prorogate fino al 30 settembre 2028, superando la scadenza attualmente fissata al 31 dicembre 2026.
Viene invece eliminata la maggiorazione aggiuntiva per gli investimenti green, mentre l’accesso agli incentivi viene subordinato alla condizione che i beni siano prodotti nell’Unione europea, rafforzando l’orientamento verso il Made in EU.

Contributo delle assicurazioni, anticipo all’85% e gettito nel 2026

L’emendamento introduce un nuovo sistema di versamento del contributo a carico delle compagnie assicurative sui premi Rc auto e natanti. È previsto un acconto dell’85%, da versare entro il 16 novembre di ogni anno, calcolato sul contributo dovuto per l’anno precedente.
Secondo le stime contenute nella relazione tecnica, il nuovo meccanismo produrrà un maggior gettito di circa 1,3 miliardi di euro nel 2026, mentre dal 2027 il sistema entrerà a regime senza ulteriori effetti positivi sui conti pubblici.

Ponte sullo Stretto, risorse rinviate al 2033

Per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina, l’emendamento rimodula gli stanziamenti, spostando 780 milioni di euro al 2033. La scelta è legata all’aggiornamento dell’iter amministrativo e al mancato utilizzo di risorse già iscritte a bilancio negli anni precedenti.
La modifica, spiegano i tecnici, consente di lasciare invariato l’ammontare complessivo delle somme autorizzate, redistribuendole su un arco temporale diverso.

Previdenza complementare, adesione automatica per i nuovi assunti

Novità anche sul versante della previdenza complementare. Dal 1° luglio 2026 per i lavoratori dipendenti del settore privato alla prima assunzione scatterà l’adesione automatica, attraverso il meccanismo del silenzio-assenso, con esclusione del lavoro domestico. Entro sessanta giorni dall’assunzione, il lavoratore potrà rinunciare, scegliere un diverso fondo pensione o mantenere il Tfr nel regime ordinario. La decisione potrà comunque essere modificata in seguito.

Riscatto della laurea, dal 2031 meno effetti sull’uscita anticipata

Infine, l’emendamento interviene sul riscatto della laurea ai fini della pensione anticipata. Dal 2031, per il raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi, una parte dei periodi riscattati per la laurea breve non verrà più considerata. L’esclusione partirà da sei mesi e aumenterà progressivamente negli anni successivi, fino ad arrivare a 30 mesi nel 2035, riducendo così l’impatto del riscatto sulla possibilità di accedere in anticipo alla pensione.

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