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Omicidio di Garlasco, cosa succede domani all’incidente probatorio: “Sta per accadere davvero”

Pubblicato: 17/12/2025 21:31

Lo abbiamo aspettato per molto tempo ed ora sta per succedere davvero: si scoprono le carte a Garlasco, segnando un punto inevitabile di non ritorno.

Il clima dell’udienza che chiude l’incidente probatorio sull’omicidio di Garlasco sarà quello di un processo anticipato, almeno sul fronte delle prove scientifiche. Tutto il resto, le cosiddette attività tradizionali d’indagine, resterà fuori dall’aula della giudice Daniela Garlaschelli, che ha convocato avvocati ed esperti a Pavia con inizio alle dieci.

Già nelle relazioni depositate a 24 ore dall’appuntamento che conclude un percorso iniziato a marzo, emergono chiaramente i temi destinati a dominare il confronto. La parola passerà subito alla perita Denise Albani, chiamata a illustrare passaggi ed esiti dell’incidente probatorio, a partire dal dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, riconducibile alla linea paterna di Andrea Sempio ma, come ammesso dalla stessa polizia scientifica, affetto da diverse criticità.

La strategia della difesa

Su queste fragilità insisteranno sia la difesa dell’indagato sia la parte civile Poggi, mentre la Procura e il team di Alberto Stasi valorizzeranno il dato dell’attribuzione del dna. «L’unico elemento realmente interessante e inedito è il rilievo del dna di Stasi sull’Estathé trovato nel sacchetto della spazzatura la mattina del delitto», scrive il genetista Marzio Capra nella sua relazione di dodici pagine.

Secondo Capra, consulente della famiglia della vittima insieme a Dario Redaelli, gli altri esiti sono in linea con quanto già emerso nella lunga storia giudiziaria del caso. Nel suo dossier l’esperto dedica spazio anche a un presunto inquinamento da parte del personale sanitario durante l’autopsia, relativo a una garza presente nella bocca della ragazza. Non manca una nota polemica: Capra ricorda che durante la perizia firmata da Francesco De Stefano nel 2007, in appello bis, furono effettuate le repliche degli esami sul materiale genetico, circostanza non condivisa da Albani.

Alla perita incaricata dal Tribunale di Pavia di fare chiarezza, Capra contesta anche la mancata analisi dei dati grezzi e l’utilizzo di un software del 2005, ritenuto vetusto, per l’analisi biostatistica, peraltro calibrata su un database europeo e non italiano.

La relazione della difesa di Sempio

Dubbi analoghi emergono nella relazione depositata dalla difesa di Andrea Sempio, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia con i consulenti Marina Baldi e Armando Palmegiani. Il documento solleva perplessità sull’attribuzione del dna a Sempio, definendo il materiale genetico «parziale, misto e non consolidato» e mettendo in discussione il metodo biostatistico utilizzato.

Di segno opposto le valutazioni della Procura, con i consulenti Carlo Previdere e Pierangela Grignani, e della difesa di Alberto Stasi, affidata agli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis e agli esperti Ugo Ricci e Pasquale Linarello, che nelle loro analisi confermano e rafforzano le conclusioni di Albani.

Dopo l’intervento della perita, prenderanno la parola tutti i legali, anche a nome dei rispettivi consulenti. La giudice Garlaschelli ascolterà ma non assumerà decisioni: l’udienza serve a cristallizzare la prova, evitando che in futuro debbano essere ripetuti esami già svolti nel rispetto del contraddittorio.

A stabilire il significato investigativo di questi elementi sarà un eventuale giudice per le indagini preliminari, diverso da Garlaschelli, chiamato a valutare se disporre il rinvio a giudizio o l’archiviazione per Sempio. Questo, qualora la Procura, come appare probabile, concluda l’inchiesta indicando in Andrea Sempio un possibile killer alternativo ad Alberto Stasi, già condannato a 16 anni di carcere.

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