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Askatasuna, corteo dopo lo sgombero: 10 poliziotti feriti. Il sindaco: “Patto decaduto”

Pubblicato: 18/12/2025 21:05

La tensione a Torino è salita alle stelle stasera durante un corteo di protesta dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna in corso Regina Margherita 47. All’alba, la Digos aveva sequestrato lo stabile, ponendo fine a quasi trent’anni di occupazione, nell’ambito delle indagini sugli assalti a La Stampa, alle Ogr e a Leonardo durante le manifestazioni pro Palestina.

Durante l’operazione, sei attivisti sono stati trovati ai piani superiori dell’edificio, dichiarato inagibile, con conseguente decadenza del patto di collaborazione che lo aveva riconosciuto come “bene comune”. Il sindaco Stefano Lo Russo e la prefettura hanno annunciato la fine formale della cogestione tra Comune e centro sociale.

La giornata di proteste è stata segnata da numerosi momenti chiave: dagli scontri con la polizia alle tensioni davanti all’edificio sgomberato, fino al corteo in Largo Berardi dove è intervenuto il deputato Marco Grimaldi di Avs. Dieci poliziotti sono rimasti feriti per il lancio di pietre e bottiglie da parte dei manifestanti.

Il corteo, formato da circa un migliaio di persone, ha tentato di dirigersi verso il campus Einaudi, sede delle facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche. Gli attivisti hanno ostacolato le strade con cassonetti e petardi, mentre la polizia ha risposto con idratanti e lacrimogeni, bloccando l’accesso al centro.

I manifestanti hanno anche cercato di rientrare nell’edificio sgomberato, provocando ulteriori scontri con le forze dell’ordine. L’idrante è stato attivato per respingere il tentativo, mentre dal gruppo piovevano bottiglie e petardi, intensificando la tensione sul posto.

Stefano Millesimo, al megafono, ha lanciato un messaggio chiaro: “Non ci vogliono più qua dentro. Ci avranno per le strade”. Critiche sono arrivate anche dall’ex segretario nazionale Cgil Giorgio Cremaschi, che ha condannato la decisione del sindaco di chiudere il patto nel giorno dello sgombero.

Il corteo ha preso avvio intorno alle 19:12 con circa 500-600 persone, dietro lo striscione “Askatasuna vuol dire libertà, il futuro comincia adesso”. L’evento ha visto un aumento progressivo dei partecipanti durante la serata, confermando la mobilitazione del quartiere e della città.

Parallelamente, una petizione dei genitori ha denunciato la chiusura improvvisa di tre scuole senza preavviso, dovuta alle operazioni di perquisizione del centro sociale. Le famiglie hanno definito l’azione “un incubo burocratico e logistico”, sottolineando l’impatto sulle attività scolastiche dei figli.

La giornata di oggi a Torino rimane segnata dalla forte tensione tra attivisti e forze dell’ordine, con scontri, idranti e proteste che si protrarranno nei prossimi giorni. Il presidio di protesta ha inoltre annunciato una nuova manifestazione per sabato, con ritrovo in piazza Santa Giulia, confermando la determinazione dei manifestanti nel far sentire la propria voce.

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