
Il Napoli batte il Milan 2-0 e conquista con pieno merito la finale della competizione, al termine di una semifinale dominata per intensità, organizzazione e qualità individuali. La squadra di Antonio Conte impone il proprio ritmo dall’inizio alla fine, approfittando degli errori rossoneri e confermando la crescita mostrata nelle ultime uscite.
Il primo tempo si sblocca al 38’ con il gol di David Neres, bravo a farsi trovare pronto dopo una clamorosa incertezza di Mike Maignan. L’azione nasce da un grande lavoro di Hojlund, che protegge palla spalle alla porta, si gira su De Winter e serve un cross basso apparentemente innocuo, trasformato però in un assist decisivo dall’uscita sbagliata del portiere milanista.
Il Napoli aveva già dato segnali chiari di superiorità nei minuti precedenti, andando vicino al vantaggio con McTominay e ancora con Hojlund, fermato solo da un intervento provvidenziale di Maignan. Il Milan prova a rispondere in contropiede, ma spreca una clamorosa occasione con Nkunku, impreciso nel momento decisivo.

Nella ripresa il copione non cambia. Il Napoli controlla il gioco e continua a cercare la profondità, sfruttando le difficoltà del Milan nel contenere la fisicità e la mobilità di Hojlund. Al 59’ arriva il raddoppio: palla verticale perfetta per il danese, che ancora una volta domina De Winter e batte Maignan con un sinistro incrociato preciso.
Il gol del 2-0 indirizza definitivamente la semifinale. Il Milan prova a reagire con i cambi di Allegri, che inserisce Fofana, Athekame e poi Modric, accolto dagli applausi del pubblico di Riad, ma la manovra resta sterile e poco incisiva negli ultimi metri.
Il Napoli, invece, gestisce con lucidità. Milinkovic-Savic è praticamente inoperoso, mentre la difesa azzurra concede solo tiri dalla distanza, come quello impreciso di Estupiñán. In ripartenza gli uomini di Conte sfiorano anche il terzo gol con McTominay, che calcia alto da buona posizione.

La partita si innervosisce nel finale, con diversi cartellini gialli e un principio di rissa che coinvolge Tomori e McTominay. Nonostante i sette minuti di recupero, il Milan non riesce mai a rendersi davvero pericoloso, limitandosi a un possesso palla sterile lontano dall’area avversaria.
Il triplice fischio sancisce una vittoria netta e meritata del Napoli, trascinato da un Hojlund dominante, eletto migliore in campo per il lavoro spalle alla porta, la presenza fisica e il gol del raddoppio. Decisivo anche Neres, mentre Maignan esce con più di una responsabilità sul risultato finale.
Ora gli azzurri guardano alla finale, con la consapevolezza di essere una squadra solida, intensa e cinica. Per il Milan resta l’amarezza di una prestazione opaca e mai realmente all’altezza, mentre il Napoli di Conte continua il suo percorso con ambizione e autorità.


