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“Abusi impronunciabili”. Orrore per un 11enne, i compagni lo hanno aspettato fuori scuola

Pubblicato: 19/12/2025 09:00

Una terribile ombra di violenza si allunga sulle comunità siciliane, colpendo questa volta il cuore pulsante delle Madonie, in provincia di Palermo. Un bambino di soli undici anni, iscritto al primo anno delle medie, è stato vittima di un brutale assalto fisico da parte di un gruppo di giovanissimi che frequentano il suo stesso istituto scolastico. Il dramma si è consumato all’esterno del plesso, ma le autorità stanno lavorando per chiarire se episodi simili si siano verificati anche tra le mura scolastiche.

Le indagini della Procura e il Codice Rosso

La famiglia, profondamente scossa, ha sporto denuncia permettendo alla Procura per i minorenni di Palermo, diretta da Claudia Caramanna, di avviare immediatamente le procedure previste dal protocollo del codice rosso. La magistrata ascolterà il piccolo alla presenza di uno psicologo per cristallizzare un racconto che appare già tragicamente nitido. L’undicenne, infatti, una volta rientrato a casa ha trovato il coraggio di confidare tutto alla madre, chiedendole tra le lacrime “perché era toccato proprio a lui”. I successivi accertamenti medici eseguiti presso l’ospedale di Termini Imerese hanno purtroppo confermato il quadro clinico: le lesioni riscontrate sono risultate “compatibili con questa tipologia di abusi”.

Mentre il bambino si trova ora a casa in stato di shock, gli inquirenti cercano di dare un volto e un ruolo a ogni componente del branco. Resta da chiarire se l’aggressione sia stata un atto isolato o l’apice di una serie di sevizie subite nel tempo. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori emerge quella di atti di bullismo degenerati in abusi sessuali, una dinamica che mette in luce la pericolosità di certi contesti giovanili.

L’episodio evoca inevitabilmente altri spettri che hanno scosso l’isola. Il pensiero corre allo stupro di gruppo di villa Bellini a Catania, dove una tredicenne fu aggredita da un branco nei bagni pubblici, costringendo il fidanzato diciassettenne ad assistere alla scena. Anche nel recente passato, la provincia di Palermo è stata teatro di orrori domestici, come il caso di Monreale, dove grazie all’intervento del Telefono Azzurro è emersa una storia di abusi su due fratelli da parte della madre e del convivente. In questo nuovo caso delle Madonie, la sfida della giustizia è ora identificare con precisione i responsabili, alcuni dei quali sarebbero più grandi della vittima di solo qualche anno, per restituire un briciolo di dignità a un’infanzia spezzata.

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