
«Sono molto contento che sia arrivata questa giornata. Questa cosa del dna è andata molto per le lunghe negli anni, meno male che finalmente l’abbiamo risolta». Così Andrea Sempio a Quarto Grado, nella puntata in onda questa sera su Retequattro, tornando a parlare dell’incidente probatorio sul delitto di Garlasco.
Sempio ha spiegato la sua lettura della parte genetica: «Quando una traccia resta in seguito a un’aggressione è normalmente più netta, più precisa. Già questo non mi convince. Mi dava più l’idea di qualcosa di involontario, magari contaminato».
Alla domanda sul perché non fosse presente in aula a Pavia per l’ultimo atto dell’incidente probatorio, a differenza di Alberto Stasi, Sempio ha chiarito che la sua presenza non era prevista: «Avrei dovuto chiedere un permesso al Gip, ma non dovevo intervenire. Sarebbe servito solo a creare più confusione».
I commenti sulla difesa di Stasi
Riguardo alla controparte che ha indicato per prima un suo possibile dna sotto le unghie di Chiara Poggi, Sempio ha commentato: «Se loro ritengono Stasi innocente, fanno bene a cercare tutte le vie per dimostrarlo». Più difficile, invece, il clima che sta vivendo: «Non è un bel periodo. Ci sono forze che ce la stanno mettendo tutta per abbattermi. Se non verrà fuori un appiglio tecnico forte, allora bisognerà creare il mostro».
Sempio parla anche di una vera e propria tifoseria contro di lui: «C’è una parte di pubblico che ormai è schierata come in una partita di calcio: ce l’hanno con me e basta». E sul rapporto con Marco Poggi precisa: «Ci siamo sentiti due o tre settimane fa. Non spesso, ma ogni volta c’è uno scambio significativo tra due amici».
Giuseppe Sempio: “Stiamo in piedi per la cattiveia, per la rabbia”
Prima di lui è intervenuto il padre, Giuseppe Sempio, indagato per la presunta corruzione dell’ex procuratore di Pavia Mario Venditti. «Mio figlio non c’entra niente. È una vigliaccheria che si ripresenta e va avanti. Adesso più di prima. Adesso si diventa cattivi. Noi stiamo in piedi per la cattiveria, la rabbia. È una vigliaccheria che si ripresenta di nuovo e che va avanti. Noi non avevamo niente da nascondere. Qui non c’è niente da nascondere. Mio figlio non c’entra niente. A casa mia i ragionamenti non si fanno più. Deve farli la giustizia», ha detto
Sull’indagine che lo riguarda direttamente, Giuseppe Sempio ha ribadito: «Non ho niente da nascondere. Con Venditti non c’entro nulla, non lo conosco. L’ho visto una sola volta, quando interrogò tutta la famiglia su mio figlio». E conclude: «Ora i ragionamenti deve farli la giustizia. Noi sappiamo che la verità è la nostra».


