Vai al contenuto

Il vero scopo di Putin? Avere tutta l’Ucraina. Le voci dell’intelligence Usa

Pubblicato: 22/12/2025 00:05

I documenti riservati dell’intelligence americana continuano a lanciare un allarme che va ben oltre il conflitto in corso. Secondo valutazioni condivise da più apparati di sicurezza, il presidente russo Vladimir Putin non avrebbe ridimensionato le proprie ambizioni strategiche e punterebbe ancora a un controllo totale dell’Ucraina, con l’obiettivo di estendere la propria influenza anche su porzioni dell’Europa un tempo appartenenti all’ex impero sovietico.

Le analisi più recenti, elaborate fino alla fine di settembre, delineano uno scenario profondamente diverso da quello promosso pubblicamente da Donald Trump e dal suo entourage negoziale. Mentre l’ex presidente degli Stati Uniti sostiene che il leader del Cremlino sarebbe orientato a una rapida conclusione della guerra, i report dell’intelligence descrivono un progetto espansionistico tutt’altro che archiviato. Una lettura che contraddice anche le ripetute smentite di Putin, che ha sempre respinto l’idea di rappresentare una minaccia per l’Europa.

Le valutazioni condivise con gli alleati europei

Secondo quanto emerge dalle informazioni raccolte, le conclusioni degli apparati statunitensi risultano largamente allineate con quelle dei servizi di intelligence europei e dei governi del continente. In questa chiave, la Russia non mirerebbe soltanto a consolidare le conquiste militari attuali, ma guarderebbe anche ai territori degli ex Paesi del blocco sovietico, compresi Stati che oggi fanno parte della NATO.

A rafforzare questa tesi è la posizione espressa da Mike Quigley, membro democratico della Commissione Intelligence della Camera, che ha dichiarato: «L’intelligence ha sempre dimostrato che Putin vuole di più». E ha aggiunto: «Gli europei ne sono convinti. I polacchi ne sono assolutamente convinti. I Paesi Baltici pensano di essere i primi». Parole che riflettono una preoccupazione diffusa soprattutto lungo il fianco orientale dell’Alleanza Atlantica.

Sul piano militare, Mosca controlla attualmente circa il 20% del territorio ucraino. Tra le aree occupate figurano la quasi totalità delle regioni di Lugansk e Donetsk, ampie porzioni di Zaporizhzhia e Kherson e l’intera Crimea. Vladimir Putin continua a rivendicare formalmente la Crimea e tutte e quattro le province come parte integrante della Federazione Russa, un punto che resta centrale in qualsiasi ipotesi di negoziato.

In questo contesto, Donald Trump avrebbe esercitato pressioni su Kiev affinché ritiri le proprie forze dalla piccola porzione di Donetsk ancora sotto controllo ucraino, nell’ambito di una proposta di accordo di pace. Una linea che, secondo gli analisti, rischia di rafforzare le pretese territoriali russe.

Solo ieri, Putin ha ribadito di essere disposto a discutere una soluzione pacifica, ma ha precisato che le sue condizioni dovranno essere accettate. A sostegno della sua posizione, ha rivendicato che le forze russe avrebbero avanzato di 6.000 chilometri quadrati nel corso di quest’anno, un dato che rafforza l’idea di una strategia militare ancora in piena evoluzione e lontana da un reale disimpegno.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 22/12/2025 08:10

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure