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Fabrizio Corona, si mette male dopo la denuncia: cosa rischia ora davvero

Pubblicato: 22/12/2025 11:46

Il caso giudiziario che coinvolge Fabrizio Corona e Alfonso Signorini rappresenta uno dei momenti di massima tensione mediatica degli ultimi anni, segnando un nuovo capitolo nelle turbolente vicende legali dell’ex re dei paparazzi. La Procura di Milano ha ufficialmente iscritto Corona nel registro degli indagati con l’accusa di diffusione di materiale sessualmente esplicito, un reato che rientra nel perimetro normativo del cosiddetto revenge porn. L’inchiesta è scattata in seguito a una querela dettagliata presentata dal conduttore del Grande Fratello e direttore del settimanale Chi, il quale ha deciso di tutelare la propria immagine di fronte alla pubblicazione di contenuti privati durante una trasmissione online.

L’origine della vicenda giudiziaria

Tutto ha avuto inizio durante l’ultima puntata del format digitale intitolato Falsissimo, un programma condotto da Corona e trasmesso sulla piattaforma YouTube. Nel corso dell’episodio, significativamente chiamato Il prezzo del successo, l’indagato avrebbe mostrato e commentato una serie di chat private, fotografie e video che ritraevano Alfonso Signorini in contesti ritenuti intimi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il materiale diffuso non riguardava solo conversazioni testuali, ma comprendeva anche immagini a petto nudo e riferimenti espliciti a presunti rapporti personali. La gravità della contestazione risiede nel fatto che tali contenuti sarebbero stati resi pubblici senza il consenso dell’interessato, violando la sfera della riservatezza e della dignità individuale.

La magistratura milanese ha reagito con estrema tempestività alla denuncia sporta dai legali di Signorini. Il sostituto procuratore Alessandro Gobbis e la procuratrice aggiunta Letizia Mannella, quest’ultima a capo del dipartimento che si occupa dei reati contro la persona e a sfondo sessuale, hanno disposto una serie di perquisizioni mirate. Gli agenti hanno fatto irruzione nell’abitazione milanese di Fabrizio Corona e negli studi di registrazione dove viene prodotto il programma Falsissimo. L’operazione ha coinvolto anche le sedi della società Velvet Cut srl, con l’obiettivo di acquisire supporti informatici, smartphone e archivi digitali che potessero contenere il materiale incriminato o prove della sua acquisizione illecita.

Sul fronte legale, l’avvocato Ivano Chiesa, storico difensore di Fabrizio Corona, ha assunto una posizione di cauta attesa, pur non rinunciando a una punta di polemica. Il legale ha sottolineato come la sussistenza del reato di revenge porn sia ancora tutta da dimostrare nelle sedi opportune. Chiesa ha dichiarato di aspettarsi dalla Procura la medesima attenzione e celerità nell’esaminare il materiale sequestrato che è stata mostrata nell’eseguire i provvedimenti di perquisizione. La difesa ha già inoltrato una richiesta ufficiale ai magistrati affinché il proprio assistito possa essere interrogato al più presto, così da fornire la propria versione dei fatti e chiarire la natura del materiale in suo possesso.

Il presunto sistema di potere

Oltre alla diffusione delle immagini, la Procura sta valutando le pesanti affermazioni fatte da Corona durante la diretta. L’ex fotografo ha infatti parlato apertamente di un presunto sistema Signorini, sostenendo che esistesse un meccanismo di scambio di favori intimi finalizzato all’ingresso nel mondo dello spettacolo, in particolare per quanto riguarda la partecipazione al reality show di Mediaset. Per supportare questa tesi, Corona ha mandato in onda telefonate registrate con uomini che confermavano tale versione, descrivendo un panorama di presunte pressioni e promesse. Queste accuse sono state categoricamente respinte da Alfonso Signorini, che ha definito tali ricostruzioni come totalmente prive di fondamento e gravemente diffamatorie.

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