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Conte da Mentana, la sparata contro Meloni: “Ecco cosa fanno i patrioti”

Pubblicato: 23/12/2025 08:15

Giuseppe Conte torna a occupare il centro della scena politica e televisiva con un intervento destinato a far discutere. Ospite del TgLa7 delle 20, intervistato da Enrico Mentana, il leader del Movimento 5 Stelle prova a voltare pagina dopo Atreju e a rilanciare la sua visione: costruire un progetto politico alternativo e credibile per il Paese, senza farsi intrappolare nelle polemiche interne al centrosinistra.

Nel corso dell’intervista, Conte evita accuratamente di alimentare lo scontro sulla sua partecipazione alla manifestazione di Fratelli d’Italia, ma il messaggio rivolto a Elly Schlein e al Partito democratico è chiaro. L’obiettivo, spiega, non è dar vita a un’alleanza “contro qualcuno”, bensì offrire ai cittadini una prospettiva concreta: lavoro dignitoso, salari adeguati e la possibilità per i giovani di non essere costretti a lasciare l’Italia.

Un progetto politico tra slogan e distanze nel centrosinistra

L’ex presidente del Consiglio ribadisce la necessità di un progetto “chiaro e forte”, pur continuando a utilizzare un linguaggio fortemente improntato agli slogan. È proprio su questo terreno che emergono le difficoltà di sintonia con il Pd, soprattutto su temi cruciali come la politica estera. Conte rivendica una linea coerente sul rispetto del diritto internazionale, sostenendo che non possa essere applicato a geometria variabile.

Nel passaggio dedicato alla guerra in Ucraina, il leader pentastellato ribadisce la condanna dell’invasione russa, ma allo stesso tempo critica la strategia basata sull’escalation militare. Una posizione che, nei toni e nelle conclusioni, appare distante da quella della segretaria dem e più vicina ad altre sensibilità presenti nel panorama politico italiano. Secondo Conte, puntare esclusivamente sulla risposta armata di fronte a una potenza nucleare si è rivelato un percorso rischioso e privo di risultati concreti.

L’attacco al governo e alla manovra economica

La convergenza tra Conte e Schlein, semmai, si manifesta nella critica frontale all’azione dell’attuale governo. Nel mirino finisce in particolare il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, descritto come una figura che avrebbe abbandonato la tradizionale prudenza per allinearsi alle priorità di Palazzo Chigi e dei mercati internazionali. Ricevere l’apprezzamento delle agenzie di rating, secondo Conte, non è di per sé un problema, ma diventa inaccettabile se ciò avviene a scapito di pensionati, lavoratori e piccole e medie imprese.

La manovra economica viene definita tutt’altro che prudente: una legge di bilancio che, a giudizio del leader M5S, sarebbe “generosa” solo con alcuni settori privilegiati. Dalle banche all’industria delle armi, fino ai grandi colossi del web statunitensi, mentre i cittadini più fragili restano esclusi da qualunque beneficio concreto. Conte rivendica inoltre il ruolo del suo movimento nell’aver ostacolato tentativi di intervento sul condono edilizio, giudicati iniqui.

Tagli sociali e crisi produttiva al centro delle critiche

Il quadro tracciato dall’ex premier si fa ancora più severo quando elenca i capitoli di spesa colpiti dai tagli: dall’assegno di inclusione ai fondi per la disabilità, passando per gli aiuti alle imprese e le misure contro il caro energia. Promesse, come quelle sui dazi o su un piano casa annunciato nei mesi scorsi, che secondo Conte non hanno trovato alcuna concreta attuazione.

A pagare il prezzo più alto, conclude il leader del Movimento 5 Stelle, sono lavoratori e famiglie già provati da un lungo periodo di difficoltà economica, segnato dal crollo dei salari reali e da oltre due anni di flessione della produzione industriale. Per loro, accusa Conte, non sono arrivate risposte, né segnali di inversione di rotta: “neppure le briciole”. Una denuncia che punta a rafforzare l’idea di un’alternativa politica ancora tutta da costruire, ma che il leader pentastellato intende rivendicare come necessaria.

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