
Il panorama televisivo italiano è stato scosso da un vero e proprio terremoto editoriale che ha ridefinito gli equilibri tra il servizio pubblico e le reti private. L’addio improvviso di Milo Infante alla Rai, dopo oltre due decenni di proficua collaborazione, rappresenta uno dei colpi di scena più clamorosi del mercato televisivo recente. La notizia è giunta in modo del tutto inaspettato, proprio a ridosso della presentazione dei nuovi palinsesti stagionali, un momento cruciale in cui le aziende definiscono le proprie strategie e confermano i propri volti di punta. Questo trasferimento non è soltanto il passaggio di un conduttore da un’emittente all’altra, ma configura una vera e propria ristrutturazione interna per Rai 2, rete che vedeva nel giornalista un pilastro fondamentale della propria programmazione pomeridiana. La decisione ha colto di sorpresa i vertici di Viale Mazzini, costringendoli a correre ai ripari in tempi record per ridisegnare l’offerta editoriale.
Le reazioni dei vertici Rai e il parallelismo con il passato
La conferma ufficiale di questo inatteso divorzio è arrivata durante la conferenza stampa della XIII edizione del Premio Biagio Agnes, svoltasi l’11 giugno 2026. In questa occasione, l’Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, ha affrontato la questione con estrema franchezza, non nascondendo lo stupore per le tempistiche scelte dal giornalista. Il manager ha spiegato che le strutture editoriali sono già attivamente al lavoro per riorganizzare i palinsesti, definendo la partenza di Infante come un evento del tutto inatteso. Nonostante la complessità della situazione, Rossi ha voluto rassicurare il pubblico e gli inserzionisti, ricordando che la televisione pubblica possiede gli strumenti e le professionalità necessarie per garantire la continuità dell’offerta. Per contestualizzare l’accaduto, l’Ad ha tracciato un parallelismo con quanto avvenuto circa due anni e mezzo prima con Bianca Berlinguer, la quale lasciò la Rai per Mediaset a pochissimi giorni dalla presentazione ufficiale dei palinsesti. Anche in questo caso, la dirigenza ha preferito catalogare l’evento come una pura coincidenza temporale, pur ammettendo che si tratta di un meccanismo complesso da gestire per la macchina aziendale.
Il nuovo percorso professionale a Cologno Monzese
Per Milo Infante si conclude un’era durata ben ventitré anni di servizio, un periodo lunghissimo durante il quale ha legato indissolubilmente il suo nome a format di grande successo. L’esempio più recente e significativo è rappresentato dal talk show pomeridiano Ore 14, una trasmissione che è riuscita a imporsi come un punto di riferimento assoluto per gli ascolti di Rai 2, garantendo alla rete ascolti solidi e una forte fidelizzazione del pubblico. Ad attendere il giornalista a Mediaset c’è un ruolo apicale nel settore dell’informazione del Biscione, i cui dettagli operativi non sono ancora stati completamente svelati. Le indiscrezioni confermano comunque che Infante lavorerà a stretto contatto con figure chiave del giornalismo Mediaset come Mauro Crippa e Siria Magri. Questo trasferimento segna dunque un punto di svolta non solo per la carriera personale del conduttore, ma anche per la linea editoriale delle reti di Cologno Monzese, che continuano a investire con decisione sull’approfondimento giornalistico e sulla credibilità dei volti dell’informazione.
Le motivazioni del giornalista e i retroscena della trattativa
In una recente intervista, il conduttore ha condiviso lo stato d’animo con cui sta affrontando questo radicale cambiamento, manifestando una profonda emozione per le manifestazioni di affetto ricevute. Infante ha sottolineato come la Rai sia stata la sua casa per oltre vent’anni e ha rivelato di aver ricevuto centinaia di messaggi di stima da parte di colleghi e volti noti di Rai 1, tutti sinceramente dispiaciuti per la sua partenza. Spiegando i motivi che lo hanno spinto ad accettare la proposta della concorrenza, il giornalista ha espresso parole di grande ammirazione per il presidente Pier Silvio Berlusconi. A convincerlo definitivamente è stata l’immediata fiducia che sia l’editore sia il direttore Crippa hanno riposto nella sua figura professionale sin dai primi incontri. Il conduttore ha dichiarato che il suo primo e più importante obiettivo sarà proprio quello di ripagare questa fiducia, definendo il nuovo incarico a Mediaset come un vero e proprio punto di arrivo per la sua maturità professionale.


