
PASSO LAVAZÈ. Una notizia drammatica ha scosso il mondo degli sport invernali: è morto Sivert Bakken, tra i biatleti di punta della nazionale norvegese.
Il giovane atleta, classe 1998, si trovava in Trentino, al Passo Lavazè, insieme ad alcuni compagni di squadra. Sulle nevi della Val di Fiemme stava trascorrendo alcuni giorni di pausa natalizia dalle competizioni, in attesa della ripresa della Coppa del Mondo prevista per gennaio.
Secondo le prime informazioni, a causare il decesso sarebbe stato un malore improvviso, avvenuto nella mattinata di lunedì 23 dicembre, all’interno di un albergo che da anni rappresenta un punto di riferimento per le nazionali di biathlon in ritiro nella zona.

La struttura è spesso scelta dagli atleti per la vicinanza alla pista da fondo e al poligono di tiro in quota, considerati ideali per l’allenamento sia invernale che estivo. Proprio lì Bakken stava preparando il ritorno alle gare internazionali.
Nel corso del 2023, Sivert Bakken era stato costretto a uno stop prolungato dall’attività agonistica a causa di una pericardite, una patologia cardiaca che lo aveva tenuto lontano dalle competizioni per circa due anni.
Dopo il lungo recupero, però, il biatleta era riuscito a tornare ad alti livelli, rientrando nel circuito della Coppa del Mondo con la Norvegia, nazione leader assoluta del movimento maschile internazionale del biathlon.

La notizia della morte del 27enne ha rapidamente fatto il giro del mondo, lasciando sotto shock atleti, tecnici e appassionati. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ultime ore.
Il biathlon è uno sport da sempre caratterizzato da un forte senso di appartenenza, dove il rispetto e l’amicizia superano spesso la rivalità agonistica. Per questo la scomparsa di Bakken ha colpito in modo particolarmente profondo l’intera biathlon family.


