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Giorgia Meloni, la “rivoluzione del Presepe” che colpisce tutti: il dettaglio nel video

Pubblicato: 24/12/2025 11:52

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie ancora una volta il presepe come simbolo per i suoi auguri di Natale, tornando a una tradizione che negli ultimi anni aveva lasciato spazio all’albero di Natale. Una scelta tutt’altro che neutra, che riafferma il valore del presepe come segno identitario e culturale, in linea con la visione della destra di governo e con la difesa delle radici cristiane e occidentali.

Il messaggio, diffuso sui social alla vigilia delle festività, è esplicito nel richiamare il significato profondo del Natale. «Voglio rivolgere un augurio sincero a tutti gli italiani. A chi vive il Natale in famiglia, a chi lo celebra lavorando, a chi è sereno, a chi porta nel cuore una preoccupazione», scrive Meloni, rivolgendosi anche «a chi semplicemente cerca un momento di pace». Al centro del discorso, il presepe come simbolo che «non impone nulla a nessuno», ma che «racconta una storia, custodisce dei valori, rende più profonde le radici».

Per la premier, proprio la consapevolezza delle proprie radici rende una nazione più forte: «Una Nazione che conosce le proprie radici è una Nazione che non ha paura né del confronto, né del futuro». Un passaggio che ribadisce la lettura identitaria del Natale, spesso proposta in contrapposizione a quella che viene percepita come un’eccessiva rinuncia ai simboli tradizionali per timore di offendere altre culture.

Meloni insiste anche sul carattere universale del messaggio cristiano: «Che si creda o no, questo simbolo parla di dignità, di responsabilità, di rispetto della vita, di attenzione ai fragili». Valori che, secondo la presidente del Consiglio, hanno plasmato la comunità nazionale e che «meritano di essere custoditi e non messi da parte per moda o per timore». Da qui l’invito agli italiani a essere «orgogliosi della propria identità» e del «messaggio universale di amore e di pace» legato al Natale.

Non è la prima volta che Meloni utilizza questi riferimenti. In passato, pur scegliendo talvolta l’albero di Natale come immagine per gli auguri, non ha mai rinunciato a richiamare i simboli religiosi. Anche gesti personali, come la recente decisione di non bere alcol fino a Natale come forma di fioretto, sono stati letti come un segnale di vicinanza alla fede e come un richiamo coerente al suo storico manifesto identitario: «Mi chiamo Giorgia, sono italiana, sono una madre, sono cristiana».

La “rivoluzione del presepe” evocata nel messaggio natalizio affonda le radici nel 2017, quando Meloni scriveva di aver scelto di fare il presepe «quando non lo fa più nessuno» e denunciava il rischio che venisse escluso dalle scuole per non urtare altre sensibilità culturali. A distanza di quasi un decennio, quel messaggio torna intatto, oggi rilanciato dal vertice delle istituzioni come parte integrante del racconto politico e simbolico della premier.

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