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Naufragio catastrofico, bilancio mostruoso: si parla di 116 vittime

Pubblicato: 24/12/2025 17:05

Un nuovo naufragio nel Mediterraneo centrale, al largo della Libia, potrebbe aver causato la morte di 116 persone. A lanciare l’allarme è la ong tedesca Sea-Watch, che cita le informazioni raccolte da Alarm Phone, la rete internazionale di attivisti e volontari che gestisce una linea telefonica di emergenza per i migranti in difficoltà durante la traversata del Mediterraneo.

Secondo quanto riferito, Alarm Phone è stata informata il 19 dicembre che la sera precedente un’imbarcazione era partita dal porto libico di Zuwara con a bordo 117 persone. «Abbiamo ripetutamente tentato di contattare la barca tramite telefono satellitare, ma senza successo», fa sapere la rete. La sera del 21 dicembre, aggiunge Alarm Phone, sarebbero arrivate informazioni secondo cui alcuni pescatori tunisini avrebbero trovato un unico sopravvissuto su una barca di legno: l’uomo avrebbe raccontato di essere partito da Zuwara due giorni prima e di essere l’unico scampato al naufragio.

Il quadro resta però incerto. Il 21 e 22 dicembre, riferisce Alarm Phone, sia la cosiddetta Guardia costiera libica sia quella di Tunisia avrebbero comunicato che in quei giorni non risultavano sbarchi. Inoltre, le ricerche aeree condotte il 20 e 21 dicembre dall’aereo Frontex Osprey 4 e quelle effettuate il 22 dicembre dal Seabird 3 di Sea-Watch non hanno individuato tracce dell’imbarcazione.

«Continuiamo a cercare ulteriori informazioni e speriamo che non sia vero che ci sia un solo sopravvissuto», conclude Alarm Phone, sottolineando la drammaticità di una vicenda che, se confermata, rappresenterebbe uno dei naufragi più gravi degli ultimi mesi.

Durissimo il commento di Sea-Watch: «Se le frontiere fossero aperte, queste persone probabilmente non sarebbero mai state costrette ad attraversare il Mediterraneo. Chiediamo risposte. Tutto ciò che vogliamo per Natale sono frontiere aperte». Un appello che riporta al centro il tema delle rotte migratorie, della mancanza di vie legali e sicure e del continuo tributo di vite umane nel Mediterraneo centrale.

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