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Zelensky, la rabbia nel discorso di Natale: “Abbiamo tutti un sogno, che (Putin) muoia”

Pubblicato: 25/12/2025 09:12

Nel messaggio di Natale rivolto alla nazione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scelto toni duri ma carichi di significato simbolico, tornando a ribadire che la Russia, nonostante la guerra e le sofferenze inflitte al Paese, non è riuscita a spezzare l’unità dell’Ucraina. Nel passaggio più discusso del discorso, Zelensky ha anche evocato, senza mai citarlo direttamente, un auspicio sulla morte di Vladimir Putin, definendolo un “sogno condiviso” da molti ucraini.

L’unità come valore che la guerra non può distruggere

Zelensky ha aperto il suo intervento ricordando il contesto drammatico in cui il Paese celebra il Natale. “Non tutti siamo a casa, non tutti hanno ancora una casa e non tutti sono con noi”, ha affermato, sottolineando come la guerra abbia colpito profondamente la vita quotidiana degli ucraini.
Nonostante questo, il presidente ha ribadito che la Russia non può occupare né bombardare ciò che conta di più, ovvero “il cuore ucraino, la fiducia reciproca e la nostra unità”, elementi che, a suo giudizio, restano intatti dopo quasi tre anni di conflitto.

Il passaggio su Putin e il richiamo alla pace

Nel cuore del discorso, Zelensky ha pronunciato le parole che hanno attirato maggiore attenzione internazionale. “Oggi condividiamo tutti un sogno”, ha detto, lasciando intendere un augurio di morte per il leader russo. Subito dopo, però, il presidente ha spostato il piano del messaggio, chiarendo che, nella preghiera, gli ucraini chiedono qualcosa di più grande: la pace per l’Ucraina.
Un passaggio che intreccia rabbia, dolore e speranza, e che riflette il clima emotivo di un Paese ancora sotto attacco, ma determinato a rivendicare il proprio diritto alla sicurezza e all’indipendenza.

Il pensiero per soldati, prigionieri e vittime della guerra

Nel suo intervento, Zelensky ha dedicato parole esplicite a chi sta pagando il prezzo più alto del conflitto. Ha ricordato i soldati in prima linea, augurandosi che tornino vivi, i prigionieri di guerra, perché possano rientrare a casa, e gli ucraini caduti, definiti eroi che hanno difeso il Paese a costo della vita.
Un pensiero è stato rivolto anche a chi vive nei territori occupati o è stato costretto alla fuga, così come a coloro che, pur tra le difficoltà, non hanno “perso l’Ucraina dentro di sé”.

Il Natale del 25 dicembre e la scelta europea

Quello del 2025 è il terzo Natale celebrato dall’Ucraina il 25 dicembre, secondo il calendario gregoriano occidentale. Una scelta compiuta due anni fa, con l’abbandono del calendario giuliano ancora seguito da molte Chiese ortodosse, compresa quella russa, che festeggiano il Natale il 7 gennaio.
Una decisione che va oltre l’aspetto religioso e che rappresenta anche un segnale politico e culturale di avvicinamento all’Occidente, ribadito simbolicamente proprio nel giorno in cui il presidente ha parlato di unità, identità e resistenza nazionale.

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Ultimo Aggiornamento: 25/12/2025 09:13

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