
Un terremoto di magnitudo ML 2.5 è stato registrato nella serata di oggi, 28 dicembre 2025, alle 20:50:33 ora italiana, con epicentro a circa 3 chilometri a ovest di Belmonte Castello, in provincia di Frosinone. La scossa è stata localizzata dalla Sala Sismica dell’INGV di Roma a una profondità di 8 chilometri.
L’evento sismico ha interessato un’area del Lazio meridionale, in prossimità del confine con il Molise e la Campania. Entro un raggio di 20 chilometri dall’epicentro ricadono numerosi centri abitati, tra cui Belmonte Castello, Terelle, Atina, Casalattico, Villa Latina, Casalvieri, Gallinaro, Colle San Magno, Villa Santa Lucia, Castrocielo, Sant’Elia Fiumerapido, Roccasecca, Picinisco e Piedimonte San Germano. La scossa è avvenuta a diverse decine di chilometri da città più popolose come Latina, Caserta e L’Aquila, dove tuttavia non sono state segnalate percezioni rilevanti.
Al momento non risultano danni a persone o cose. Una scossa di questa intensità rientra nella categoria dei terremoti deboli, generalmente percepiti solo in prossimità dell’epicentro o da persone particolarmente sensibili, soprattutto in edifici ai piani alti.
La sismicità della zona del Cassinate e della Val di Comino
L’area compresa tra il Cassinate e la Val di Comino, dove si trova Belmonte Castello, è considerata sismicamente attiva. Dal punto di vista della classificazione nazionale, molti comuni del Frusinate rientrano nelle zone a medio-alta pericolosità sismica, in continuità con la dorsale appenninica centrale.
Nel corso dei secoli, il territorio è stato interessato da eventi sismici anche significativi, con terremoti storici che hanno colpito il basso Lazio e le aree limitrofe dell’Abruzzo e del Molise. Accanto agli eventi più forti, la zona è caratterizzata anche da una sismicità frequente ma di bassa magnitudo, come quella registrata oggi, che rappresenta un fenomeno tipico delle aree appenniniche.
Monitoraggio costante dell’INGV
La rete di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia continua a sorvegliare l’evoluzione della sequenza sismica. Eventi di questa entità non sono insoliti e, nella maggior parte dei casi, non sono precursori di terremoti più forti, ma contribuiscono alla comprensione dell’attività tettonica locale.

