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“Malattia trascurata”. Famiglia nel bosco, la situazione precipita: esplode la tensione

Pubblicato: 29/12/2025 17:25

La tensione tra la “famiglia nel bosco” Trevallion e i servizi sociali continua a salire, con un nuovo fronte di scontro che riguarda la salute dei bambini e, in particolare, le cure riservate alla gemellina di sei anni.

Tutto ruota attorno alla bronchite diagnosticata alla bambina dopo l’ingresso nella casa famiglia di Vasto, una patologia giudicata dai medici clinicamente rilevante e diventata uno degli elementi centrali nel procedimento aperto dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

Secondo le valutazioni contenute negli atti, l’episodio rafforzerebbe l’ipotesi di una presunta rigidità dei genitori nel seguire i protocolli sanitari. Un giudizio che la madre, Catherine Birmingham, respinge con decisione.

Come riportato dal Corriere, proprio Catherine – in passato accusata di aver ostacolato alcune indicazioni mediche – avrebbe chiesto tramite i propri legali una nuova visita pediatrica indipendente, affidata a uno specialista dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.

L’obiettivo della richiesta era ottenere una valutazione aggiornata e imparziale sulle condizioni di salute della figlia e degli altri due bambini. Tuttavia, l’istanza è stata respinta dalla tutrice legale dei minori, Maria Luisa Palladino.

Nelle motivazioni si parla di una scelta ritenuta “non opportuna” dal punto di vista procedurale: la visita medica sarebbe già stata effettuata al momento della presa in carico e un nuovo accertamento verrebbe considerato superfluo e assimilabile a una consulenza di parte anticipata.

Una decisione che la difesa della famiglia Trevallion giudica rigida e influenzata dalla narrazione iniziale della “bronchite trascurata”, alimentando ulteriormente un clima di sfiducia reciproca tra genitori e istituzioni.

Nel frattempo, prosegue la complessa istruttoria del Tribunale dell’Aquila, che ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio affidata alla psichiatra Simona Ceccoli, incaricata di valutare le capacità genitoriali e lo stato psicofisico dei tre bambini. Tutti i colloqui saranno videoregistrati e la relazione è attesa entro 120 giorni.

Sul piano sociale, il caso continua a dividere e mobilitare. Un movimento nato sui social network ha annunciato una protesta permanente a Palmoli, con un camper che dal 17 gennaio presidierà l’area fino al ritorno dei bambini a casa. Lo slogan è già diventato simbolo della protesta: «I figli non sono dello Stato».

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Ultimo Aggiornamento: 29/12/2025 17:26

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