
Due scosse di terremoto, avvenute a breve distanza di tempo, hanno interessato la notte tra domenica 28 e lunedì 29 dicembre l’area di confine tra Toscana e Umbria, in provincia di Arezzo, tra i comuni di Anghiari e Sansepolcro. Le scosse, pur senza causare danni, sono state registrate chiaramente dalla rete sismica e in alcuni casi avvertite dalla popolazione, soprattutto nei centri più vicini agli epicentri.
Terremoto nella notte, prima scossa vicino ad Anghiari
Il primo evento sismico si è verificato alle 03:29 ora italiana, con una magnitudo ML 2.0. L’epicentro è stato localizzato a circa 3 chilometri a nord-est di Anghiari, alle coordinate 43.5673, 12.0795, con una profondità di 10 chilometri.
Secondo i dati dell’INGV, la scossa ha interessato un’area che comprende diversi comuni della Valtiberina, tra cui Anghiari, Sansepolcro, Citerna, San Giustino e Monterchi. Si è trattato di un evento di bassa energia, tipico della sismicità locale.
Secondo terremoto più forte a Sansepolcro
Circa sedici minuti dopo, alle 03:45 ora italiana, una seconda scossa, più intensa, è stata registrata nella stessa area. In questo caso la magnitudo è stata ML 2.6, con epicentro a circa 4 chilometri a ovest di Sansepolcro, alle coordinate 43.5797, 12.0880, e una profondità di 9 chilometri.
Il sisma ha coinvolto nuovamente i comuni di Sansepolcro e Anghiari, oltre a San Giustino e Citerna, sul versante umbro. Anche in questo caso non si segnalano danni a persone o edifici, ma la scossa è stata avvertita in modo più netto rispetto alla precedente, soprattutto nei centri abitati più prossimi all’epicentro.
Entrambi i terremoti rientrano nella categoria degli eventi lievi, ma la loro vicinanza temporale può aver aumentato la percezione del fenomeno tra i residenti. La Sala Sismica dell’INGV di Roma continua a monitorare l’area, senza che al momento siano state segnalate repliche significative.
Terremoto, la sismicità storica dell’area tra Arezzo e Perugia
L’area della Valtiberina, al confine tra provincia di Arezzo e Umbria, è considerata a sismicità medio-bassa, ma non è estranea a eventi sismici ricorrenti. Negli ultimi dieci anni sono stati registrati numerosi terremoti di bassa e media magnitudo, generalmente compresi tra 2.0 e 4.0, spesso concentrati tra Anghiari, Monterchi, Sansepolcro e Città di Castello.
Negli anni recenti non si sono verificati terremoti distruttivi, ma alcuni eventi superiori a magnitudo 3.5 hanno richiamato l’attenzione degli esperti e della popolazione locale. La zona è influenzata dalle strutture tettoniche dell’Appennino centrale, lo stesso sistema responsabile dei grandi terremoti che hanno colpito, più a est, Umbria e Marche nel passato.
Un’attività sismica da monitorare
Gli eventi registrati nella notte confermano una attività sismica costante ma generalmente moderata, che difficilmente produce conseguenze gravi, ma che richiede monitoraggio continuo. Come ricordano gli esperti, scosse di bassa magnitudo fanno parte del normale comportamento sismico dell’area e non sono di per sé indicatori di eventi più forti, anche se contribuiscono a delineare il quadro geologico del territorio.
La situazione resta dunque sotto controllo, in un’area che convive da sempre con una sismicità discreta ma diffusa, tipica dell’Appennino.


