Vai al contenuto

“50 scosse una dopo l’altra”. Terremoto nel cuore dell’Italia: paura per lo sciame sismico

Pubblicato: 30/12/2025 15:19

È in corso uno sciame sismico in Val Tiberina, tra Toscana e Umbria, iniziato dal pomeriggio di ieri e tuttora attivo. Secondo i dati disponibili, sono state registrate oltre 50 scosse, in gran parte di bassa magnitudo, generalmente inferiori a ML 2.0. Gli eventi sono stati avvertiti solo lievemente dalla popolazione e non si segnalano danni a persone o cose.
L’evento più recente è stato registrato alle 14:28 di oggi (ora italiana). Il terremoto ha avuto una magnitudo ML 2.0 ed è localizzato 4 chilometri a nord-est di Anghiari, in provincia di Arezzo.
Le coordinate geografiche dell’epicentro sono 43.5767 di latitudine e 12.0778 di longitudine, con una profondità ipocentrale di circa 9 chilometri, valore tipico per la sismicità dell’area appenninica.

I comuni più vicini all’epicentro

Lo sciame interessa una zona di confine tra Toscana e Umbria. I comuni entro 10 chilometri dall’epicentro sono:

  • Anghiari (AR) a circa 4 km
  • Sansepolcro (AR) a circa 5 km
  • San Giustino (PG) a circa 9 km
  • Citerna (PG) a circa 9 km
  • Monterchi (AR) a circa 10 km

In questi centri le scosse sono state in alcuni casi percepite come lievi vibrazioni, soprattutto ai piani alti, ma senza conseguenze.

Una zona storicamente sismica

La Val Tiberina rientra in un’area a sismicità medio-alta, legata alla struttura dell’Appennino centrale. Gli sciami sismici, composti da numerosi eventi di bassa energia concentrati in un breve periodo, non sono rari e spesso si esauriscono spontaneamente.
Negli ultimi 50 anni, il territorio è stato interessato anche da terremoti più significativi, pur senza eventi catastrofici recenti direttamente localizzati in Val Tiberina. Tra i più rilevanti nell’area più ampia dell’Appennino umbro-toscano si ricordano: il terremoto di Gubbio del 1984, con magnitudo superiore a 5, che fu avvertito distintamente anche in Valtiberina; la sequenza sismica Umbria-Marche del 1997, con scosse forti che interessarono un’area vasta e produssero danni anche a decine di chilometri dall’epicentro.
Questi precedenti confermano come la zona sia attiva dal punto di vista sismico, pur con una prevalenza di eventi di moderata o bassa intensità, come quelli attualmente in corso.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure