
«Chiuso per rapina». La scritta compare già dalle prime ore del mattino sulla porta d’ingresso di Castagneto Banca 1910, in corso Italia 11 a San Vincenzo. Il giorno dopo resta il segno di una rapina messa a segno in pieno centro, senza feriti ma con un bottino ingente: 330mila euro.
Due uomini, armati di taglierini e muniti di fascette di plastica, sono riusciti a immobilizzare dipendenti e clienti presenti e a fuggire dopo aver svuotato il caveau. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia, a cui sono affidate le indagini.
La rapina risale a ieri mattina, lunedì 29 dicembre, intorno alle dieci. I due rapinatori si sono presentati come normali clienti, entrando regolarmente dalla porta principale della filiale. Solo una volta all’interno hanno estratto le armi, intimidendo i tre dipendenti presenti e tre clienti che si trovavano in banca in quel momento. Secondo le prime ricostruzioni, i due uomini – descritti come di mezza età – hanno mostrato subito sicurezza nei movimenti, utilizzando i taglierini per minacciare le persone presenti e costringerle a collaborare.
Dipendenti e clienti immobilizzati con fascette di plastica
Dopo aver preso il controllo della filiale, i rapinatori hanno legato i polsi di dipendenti e clienti con fascette di plastica, simili a quelle usate dagli elettricisti, seminando il panico nei locali della banca. Nonostante la tensione, nessuno è rimasto ferito.
«Non sono entrati come nei film, con passamontagna e calzamaglie», racconta Stefano Belmonte, responsabile della direzione Operations di Castagneto Banca. «Uno aveva solo una sorta di girocollo, ma non aveva il volto coperto. L’altro aveva il viso completamente scoperto».
La fuga dal retro dopo il bottino
Una volta immobilizzate le persone presenti, i due rapinatori si sono diretti verso il caveau, riuscendo ad arraffare 330mila euro in contanti. Subito dopo sono fuggiti dal retro dell’istituto. «Dalle telecamere interne si vede che sono scappati a piedi uscendo dal retro della banca – spiega Belmonte –. Ma è plausibile che avessero un’auto parcheggiata poco distante».
Nonostante l’esito della rapina, la direzione sottolinea che tutte le procedure di sicurezza interne sono state rispettate. «Presentandosi come normali clienti, i nostri colleghi non hanno avuto modo di sospettare – osserva Belmonte –. Tra l’altro, non sembravano nemmeno agire in coppia, perché non sono entrati insieme».
Per la banca, l’aspetto principale resta uno: «La cosa più importante è che nessuno si sia fatto male, né tra i dipendenti né tra i clienti. Ed è successo proprio perché sono state seguite le istruzioni previste per situazioni di questo tipo».
Un colpo senza precedenti recenti
Castagneto Banca ha voluto rassicurare anche la clientela: i soldi sottratti non appartengono ai correntisti. «L’area caveau non contiene le cassette di sicurezza – chiarisce Belmonte –. I dipendenti non hanno accesso alle cassette della clientela, che possono essere aperte solo dai titolari con specifici meccanismi. Neppure sotto minaccia è possibile farlo».
Per la filiale di corso Italia si tratta di una rapina senza precedenti per entità, almeno negli ultimi anni. L’ultima risaliva a prima del Covid, oltre sette anni fa. Secondo la direzione, i rapinatori avrebbero scelto questo periodo perché caratterizzato da maggiore movimentazione di contanti, legata ai versamenti di fine anno.
«Purtroppo – conclude Belmonte – sono eventi che non si possono evitare del tutto. La speranza è che, essendo entrati regolarmente dalla porta principale, possano essere identificati».
Le indagini e le reazioni in città
Subito dopo la fuga, la banca ha allertato le forze dell’ordine e sporto denuncia. Un elemento ritenuto utile è il fatto che i rapinatori abbiano attraversato il metal detector, lasciando potenzialmente impronte digitali. Ulteriori riscontri potrebbero arrivare dai filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti agli accessi del paese.
Nel frattempo, a San Vincenzo si commenta l’accaduto. «È una zona sicura, ma negli ultimi mesi ci sono stati episodi preoccupanti», osserva una residente, ricordando anche l’assalto ai portavalori di marzo. Più amaro l’ironia di un altro cittadino: «I ladri si sono fatti il regalino di Natale».


