
Il 30 gennaio 2002 il piccolo paese di Cogne divenne il centro dell’attenzione mediatica nazionale. La morte di Samuele Lorenzi, il bambino di tre anni ucciso nella villetta di Montroz, segnò uno dei casi giudiziari più discussi e seguiti della storia italiana. Al centro della vicenda, Annamaria Franzoni, madre del bambino, condannata in via definitiva per omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela.
A oltre vent’anni dal delitto, la Franzoni ha scontato la pena ed è tornata a vivere lontano dai riflettori, avviando una nuova fase della sua vita insieme al marito Stefano Lorenzi.
La condanna e la fine della detenzione
Annamaria Franzoni fu condannata a 16 anni di reclusione, pena successivamente ridotta per buona condotta. Dopo una prima fase di detenzione, la donna ha ottenuto l’accesso alla detenzione domiciliare, conclusa anticipatamente nel febbraio 2019.
Una perizia psichiatrica aveva escluso il rischio di recidiva, consentendo alla Franzoni di terminare il percorso detentivo dopo 11 anni complessivi, tra carcere e domiciliari. Da quel momento, la donna è tornata formalmente libera.
La villetta di Montroz e il contenzioso legale
Negli anni successivi al delitto, la villetta di Montroz, teatro della tragedia, è rimasta al centro di un lungo contenzioso giudiziario, in particolare con l’avvocato Carlo Taormina. L’immobile era stato messo all’asta, ma una decisione giudiziaria ha stabilito che, dopo il saldo della parcella legale, la casa rimanesse di proprietà della famiglia Franzoni.
Nonostante ciò, la coppia ha scelto una vita defilata e riservata, evitando il ritorno stabile a Cogne e mantenendo un profilo lontano dall’esposizione mediatica.
Una nuova vita lontano dai riflettori
Con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle una vicenda che ha segnato profondamente la loro esistenza, Annamaria Franzoni e Stefano Lorenzi hanno deciso di ripartire da zero. Negli ultimi anni hanno trascorso periodi anche a Cogne, ma sempre con estrema discrezione, lontani dall’attenzione pubblica.
Oggi la coppia vive nel paesino di Monteacuto Vallese, una frazione di circa 600 abitanti del comune di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. Qui, Annamaria Franzoni si occupa della gestione dell’agriturismo di famiglia, conducendo una quotidianità semplice e riservata.
Un caso entrato nella storia giudiziaria italiana
Il delitto di Cogne è entrato a pieno titolo nella cultura di massa italiana, diventando uno dei casi simbolo della cronaca nera dei primi anni Duemila. Oggi, a distanza di oltre due decenni, la vicenda appartiene alla storia giudiziaria del Paese, mentre la protagonista cerca una vita lontana dalla televisione e dai riflettori, in un contesto di normalità e isolamento volontario.


