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Strage di Capodanno, l’esplosione in un secondo a causa di un flashover: partito a causa delle candeline

Pubblicato: 01/01/2026 22:51

Il Capodanno si è trasformato in una tragedia senza precedenti nella località alpina di Crans-Montana, in Svizzera, dove un violento incendio ha devastato un bar affollato di giovani. Le fiamme hanno provocato un bilancio drammatico, con decine di vittime e almeno cento feriti, molti dei quali in gravi condizioni per ustioni estese. Secondo le autorità cantonali, si è trattato di un incidente e non di un atto doloso, con una dinamica che si è sviluppata in pochi istanti e con una violenza estrema.

La festa, iniziata come molte altre nella notte di San Silvestro, è precipitata nel caos quando un’esplosione ha scosso il locale, rendendo impossibile ogni tentativo di controllo iniziale delle fiamme. I soccorsi sono intervenuti rapidamente, ma la conformazione del bar e la rapidità dell’incendio hanno reso l’evacuazione estremamente difficile per molte persone presenti all’interno.

Le testimonianze e l’origine delle fiamme

Alcuni testimoni hanno raccontato che l’incendio sarebbe partito dalle candeline scintillanti utilizzate per accompagnare le bottiglie di champagne, una pratica abituale del locale nelle serate di festa. Secondo i racconti, una di queste sarebbe stata avvicinata troppo al soffitto, realizzato in legno, innescando il fuoco in modo quasi immediato. In pochi secondi, l’intero ambiente sarebbe stato avvolto dalle fiamme, lasciando ai presenti pochissimo tempo per reagire.

La situazione è precipitata quando la porta d’uscita, ritenuta troppo stretta rispetto al numero di persone presenti, non ha consentito un deflusso rapido. Alcuni clienti avrebbero rotto una finestra nel tentativo disperato di creare una via di fuga alternativa, mentre il fumo e il calore aumentavano in modo insostenibile.

Il flashover e l’esplosione nel locale

Le autorità cantonali hanno spiegato che l’evento centrale della tragedia è stato un flashover, un fenomeno estremamente pericoloso che può verificarsi negli ambienti chiusi. In queste condizioni, il calore si accumula sotto il soffitto e i gas di combustione saturano l’aria, portando in pochissimo tempo a un aumento improvviso della temperatura e all’accensione simultanea di numerosi materiali combustibili.

Secondo quanto chiarito in conferenza stampa, l’esplosione è avvenuta dopo l’incendio e non il contrario. Questo passaggio repentino da un focolaio localizzato a un incendio generalizzato rende quasi impossibile la sopravvivenza e rappresenta un rischio mortale anche per i vigili del fuoco intervenuti nelle prime fasi dell’emergenza.

Una sola scala come via di fuga

Un altro elemento decisivo nella dinamica della tragedia è stato l’accesso al locale, situato in un seminterrato. Le indagini hanno confermato che una sola scala angusta costituiva l’unica via di uscita, un dettaglio che ha inciso pesantemente sulla possibilità di mettersi in salvo. La presenza di fumo denso e fiamme in rapida espansione ha trasformato quella scala in un collo di bottiglia, aggravando ulteriormente il bilancio.

Il comandante della polizia cantonale vallese ha ribadito che non ci sono persone fermate e che l’ipotesi di dolo è stata esclusa fin dalle prime verifiche. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto tecnico e strutturale legato alla sicurezza del locale.

Identificazione delle vittime ed emergenza sanitaria

L’identificazione delle vittime si preannuncia lunga e complessa. Le autorità hanno spiegato che le gravi ustioni rendono molti corpi irriconoscibili e che potrebbero essere necessarie settimane per completare le procedure. Nel frattempo, l’area è stata completamente chiusa al pubblico ed è stata istituita una no-fly zone per agevolare le operazioni di soccorso e indagine.

Gli ospedali della zona sono sotto forte pressione a causa dell’elevato numero di feriti con ustioni gravi. Le autorità sanitarie hanno lanciato un appello alla popolazione affinché eviti comportamenti a rischio, invitando alla solidarietà per non sovraccaricare ulteriormente il sistema sanitario. È stato inoltre attivato un numero verde per assistere le famiglie delle vittime, mentre mezzi di supporto e personale specializzato hanno affiancato le squadre di soccorso locali nelle ore più critiche dell’emergenza.

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