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Sigarette più care dal 1° gennaio 2026: scattano oggi i rincari, quanto si paga in più

Pubblicato: 01/01/2026 23:46

Con l’inizio del 2026, da oggi 1° gennaio, entrano ufficialmente in vigore i rincari sul prezzo delle sigarette previsti dalla manovra di bilancio. Un aumento che riguarda sigarette tradizionali, tabacco trinciato, sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, con effetti immediati sui prezzi al dettaglio e un impatto destinato a crescere nei prossimi tre anni. La misura, voluta dal governo guidato da Giorgia Meloni, punta a incrementare il gettito fiscale attraverso le accise, con un ritorno stimato per lo Stato di circa 1,5 miliardi di euro entro il 2028.

Per i fumatori, però, il primo segnale è già visibile oggi: il prezzo di molti pacchetti è aumentato rispetto a ieri, inaugurando una stagione di rincari progressivi che accompagnerà tutto il triennio.

Quanto aumentano oggi le sigarette tradizionali

Dal 1° gennaio 2026 l’aumento medio per le sigarette industriali è di circa 14-15 centesimi a pacchetto. L’incremento deriva dall’aumento dell’accisa fissa, che sale a 32 euro al chilo, compensato solo in parte da una lieve riduzione della quota proporzionale sul prezzo di vendita.

In termini concreti, un pacchetto che nel 2025 costava 5,30 euro oggi arriva intorno ai 5,45 euro, mentre uno da 5,50 euro sale a circa 5,65 euro. Non si tratta però di un aumento isolato: nel 2027 è previsto un ulteriore rincaro di 10-12 centesimi, seguito da un nuovo scatto nel 2028. Alla fine del percorso, l’aumento complessivo sarà di circa 40 centesimi a pacchetto.

Tabacco trinciato, l’aumento più pesante

Il rincaro più marcato riguarda il tabacco trinciato, utilizzato per le sigarette fai-da-te. Da oggi l’accisa passa da 148,5 a 161,5 euro al chilo, con un effetto immediato sui prezzi.

Per una busta da 30 grammi, l’aumento medio è di circa 50 centesimi già dal 1° gennaio 2026. Un prodotto che costava 7,20 euro arriva ora intorno ai 7,74 euro, mentre una busta da 7,70 euro sale a oltre 8,15 euro. Anche in questo caso il percorso non si ferma: entro il 2028 l’incremento complessivo sfiorerà gli 80 centesimi.

Più limitati, almeno per ora, gli effetti sul tabacco riscaldato. L’aumento dell’accisa è stato diluito nel triennio e da oggi porta a rincari stimati tra 5 e 8 centesimi a confezione. Nel complesso, l’incremento totale entro il 2028 sarà di circa 12-15 centesimi.

Per le sigarette elettroniche, invece, sale la tassazione sui liquidi, con l’accisa che passa dall’11% al 13% per quelli senza nicotina e dal 16% al 18% per quelli con nicotina. L’effetto sul prezzo finale è di pochi centesimi al millilitro, ma segna comunque un’inversione rispetto ai tagli fiscali introdotti negli anni scorsi.

Va ricordato che, pur in presenza di nuove accise, il prezzo finale non è fissato dallo Stato. Le aziende produttrici possono scegliere se assorbire parte dell’aumento o scaricarlo interamente sui consumatori. Per questo motivo i rincari potrebbero non essere identici per tutte le marche e potrebbero arrivare in modo differenziato sugli scaffali.

Una cosa però è certa: da oggi, 1° gennaio 2026, fumare costa di più. E il conto, nei prossimi anni, è destinato a salire ancora.

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