
La strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, ha lasciato un bilancio drammatico: almeno 40 morti e circa 121 feriti, di cui 14 italiani. Tra i ricoverati, una 15enne è stata trasferita oggi all’ospedale Niguarda di Milano. Le autorità cantonali indagano per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo i gestori del locale Le Constellation, teatro della tragedia. Le fiamme sarebbero divampate dalle candele scintillanti sulle bottiglie di champagne, creando un flashover che ha trasformato il bar in una trappola mortale. I proprietari, Jacques Moretti e Jessica Maric, sostengono che “tutto era nella norma”, ma la Procura sta valutando il rispetto di tutte le norme di sicurezza.
Indagini sui gestori e sulla sicurezza del locale
Jacques Moretti e Jessica Maric, titolari del bar, risultano iscritti come società a responsabilità limitata con un capitale sociale di 20mila franchi e operano da undici anni. Secondo la visura camerale, il locale disponeva di licenza per ristorazione e vendita di bevande, ma non di quella necessaria per gestire un locale da ballo, come invece sarebbe richiesto in contesti simili. La differenza è significativa: un locale da ballo deve rispettare requisiti di sicurezza più stringenti, tra cui impianti antincendio adeguati, vie di evacuazione chiaramente segnalate e materiali ignifughi negli ambienti frequentati dal pubblico.
La Procura cantonale sta approfondendo se l’assenza della licenza per il ballo possa aver contribuito alla tragedia. In particolare, gli investigatori valuteranno se la struttura fosse preparata a gestire un afflusso di clienti in movimento, con spazio sufficiente per un’evacuazione rapida e con dispositivi di sicurezza proporzionati al tipo di attività. La questione della licenza non riguarda solo una formalità burocratica: stabilire se il locale operasse oltre i limiti della licenza rilasciata è cruciale per accertare eventuali responsabilità penali dei gestori.
Le responsabilità legali e il confronto con l’Italia
L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha commentato la vicenda sottolineando le differenze tra i due Paesi: “Nel nostro Paese i locali notturni devono rispettare procedure di sicurezza molto severe, con personale addetto alla vigilanza interna e controlli regolari. Non oso immaginare un locale gestito senza queste misure in Italia”. Il fatto che il bar non disponesse della licenza per il ballo rende più rilevante il controllo sulla presenza di impianti antincendio, materiali ignifughi e vie di uscita. Saranno ascoltati anche gli ispettori che negli anni hanno effettuato controlli nel locale, dai quali secondo i gestori non sarebbero emerse irregolarità.
Il punto sugli italiani feriti
Tra i feriti, oltre alla 15enne trasferita a Milano, ci sono diversi altri ragazzi italiani. Al momento, nessun cittadino italiano figura tra le vittime identificate. L’attenzione resta alta, mentre le autorità continuano a fare chiarezza sulle cause della tragedia e sulle eventuali responsabilità dei gestori del bar. La questione della licenza per il ballo e la gestione della sicurezza potrebbe diventare centrale nell’inchiesta, soprattutto per capire se l’incendio avrebbe potuto avere conseguenze meno drammatiche con le dovute autorizzazioni e misure preventive.


