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Strage di Crans Montana, il dramma della classe del liceo italiano: Sofia, Francesca, Leonardo e Kean tutti alla tragica festa

Pubblicato: 03/01/2026 16:13

Il dramma di Crans-Montana coinvolge anche la terza D del liceo Virgilio di Milano, che in questi giorni vive ore di angoscia per i quattro studenti rimasti feriti nell’incendio scoppiato in Svizzera. Tra di loro ci sono Sofia Donadio, Francesca, Leonardo e Kean, tutti compagni di classe nella succursale di via Pisacane. La tragedia ha colpito una vacanza che inizialmente doveva vedere sei ragazzi partire insieme, poi ridottasi a quattro.

Sofia torna in Italia

Sofia Donadio è stata trasportata in elicottero dall’ospedale di Losanna all’ospedale Niguarda di Milano, dove è stata presa in carico dal Centro Ustioni. Si tratta dell’ottavo paziente accolto nella struttura meneghina, unico arrivo previsto per oggi secondo quanto spiegato dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Gli altri tre pazienti valutati dal team medico svizzero sono stati dichiarati non trasportabili per condizioni critiche, e il trasferimento in Italia sarà possibile nei prossimi giorni.

La situazione della classe

Il preside del liceo, Roberto Garrone, ha confermato che la scuola sta predisponendo il supporto psicologico per studenti e famiglie. L’assistenza inizierà già il 7 gennaio con incontri dedicati ai ragazzi, mentre una sessione serale coinvolgerà docenti e genitori per affrontare il trauma. Tra i compagni, l’attesa di notizie sulle condizioni di Sofia, Francesca, Leonardo e Kean è forte e carica di preoccupazione, soprattutto per i ragazzi e le famiglie direttamente coinvolte.

Il ponte aereo per i feriti

Secondo Bertolaso, Sofia è la paziente più grave tra gli italiani feriti nella strage di Crans-Montana. Gli altri due ragazzi italiani e un cittadino svizzero di circa 30 anni non sono ancora trasportabili, ma è prevista la possibilità di trasferimento nei prossimi giorni, compatibilmente con le condizioni mediche. In totale, sono tredici gli italiani feriti nell’incendio. Due casi gravi, attualmente ricoverati al centro ustioni di Zurigo, non sono stati ancora confermati ufficialmente come italiani, poiché le medicazioni coprono completamente i loro volti e sono intubati, rendendo necessarie verifiche tramite test del DNA.

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