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Trump bombarda il Venezuela e fa arrestare Maduro: l’aereo atterra a New York

Pubblicato: 03/01/2026 18:38

Il 2026 si apre con uno shock geopolitico destinato a segnare profondamente gli equilibri del Sud America e i rapporti internazionali. Nelle prime ore del mattino, un’operazione militare statunitense su larga scala ha colpito il Venezuela, con bombardamenti mirati su Caracas e altre infrastrutture strategiche. Poco dopo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores, trasferiti fuori dal Paese.

I bombardamenti su Caracas e il panico nella capitale

Le prime esplosioni sono state avvertite intorno alle 2:00 del mattino ora locale, con colonne di fumo nero visibili a chilometri di distanza. Gli attacchi hanno interessato obiettivi militari e strategici, tra cui Fort Tiuna e la base aerea di La Carlota. La popolazione si è riversata in strada nel panico, mentre venivano attivati i protocolli di emergenza nazionale.
Secondo quanto confermato successivamente da Trump, l’operazione è stata preceduta da un blackout artificiale della capitale, provocato deliberatamente dalle forze statunitensi per facilitare il blitz. Il bilancio dell’attacco resta imprecisato, con fonti venezuelane che parlano di morti e feriti ancora in fase di accertamento.

La cattura di Maduro: blitz o uscita negoziata

Il presidente americano ha rivendicato l’operazione definendola una delle più grandi azioni militari Usa dalla Seconda Guerra Mondiale, parlando di un «assalto spettacolare» condotto con uno dei più potenti schieramenti dell’esercito statunitense. Trump ha riferito che Maduro avrebbe tentato di rifugiarsi in una stanza blindata, senza riuscire a mettersi in salvo.
Secondo la versione ufficiale americana, Maduro e la moglie sono stati catturati e imbarcati sulla nave militare “Hiroshima”, e sono stati portati a New York, passando prima da Guantanamo. Negli Stati Uniti dovrebbero essere processati per narco-terrorismo e traffico di droga.
Tuttavia, fonti dell’opposizione venezuelana in esilio e analisti internazionali non escludono che la cattura possa essere stata il risultato di una uscita negoziata, sotto la pressione militare, per evitare una guerra urbana su larga scala nella capitale.

Le reazioni del governo venezuelano

Nel corso della giornata hanno preso la parola i principali esponenti del regime. La vicepresidente Delcy Rodríguez ha chiesto agli Stati Uniti prove che Maduro sia vivo, denunciando una situazione poco chiara e definendo la vicenda «gravissima».
Il ministro degli Interni Diosdado Cabello, apparso in video dopo voci sulla sua presunta morte, ha parlato di un «attacco criminale e terroristico», sostenendo che gli obiettivi americani sarebbero stati raggiunti solo parzialmente. Cabello ha invitato la popolazione alla calma e alla mobilitazione per difendere il Paese.

Le posizioni internazionali: Russia e Italia

La Russia ha condannato duramente l’azione militare, definendola una violazione del diritto internazionale e sostenendo che il Venezuela non rappresentava alcuna minaccia per gli Stati Uniti.
L’Italia, attraverso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha ribadito la condanna degli atti di repressione del regime di Maduro e il mancato riconoscimento della sua vittoria elettorale, ma ha anche chiarito che un’azione militare esterna non è la strada da percorrere per rovesciare un regime. Roma segue la situazione con particolare attenzione per la comunità italiana in Venezuela, stimata in circa 160mila persone, invitata a non uscire di casa.

Trump rilancia: petrolio, nuovi attacchi e tensioni regionali

Nel corso delle sue dichiarazioni, Trump ha annunciato che compagnie petrolifere statunitensi opereranno in Venezuela, collegando apertamente l’operazione militare a interessi energetici strategici. Ha inoltre avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a un secondo attacco, ancora più forte, se necessario.
Il presidente Usa ha esteso le sue dichiarazioni anche al contesto regionale, parlando di Cuba come di un Paese “che sta fallendo” e affermando di voler aiutare la popolazione cubana, mentre diversi analisti temono che la cattura di Maduro possa aggravare la crisi dell’isola. Dure anche le parole rivolte alla Colombia, con un attacco verbale al suo presidente, e il giudizio negativo su María Corina Machado, ritenuta priva del sostegno necessario per guidare il Venezuela.

Uno scenario ad alta tensione

L’attacco statunitense e la cattura di Maduro aprono una fase di altissima instabilità, con il rischio concreto di ripercussioni regionali e globali. Le prossime ore saranno decisive per capire se si andrà verso una transizione politica controllata, un’escalation militare o una crisi diplomatica di lungo periodo. Il mondo osserva, mentre il Venezuela entra in una delle giornate più drammatiche della sua storia recente.

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Ultimo Aggiornamento: 03/01/2026 22:53

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