
Le aviazioni di Gran Bretagna e Francia tornano a colpire l’Isis in Siria, con un attacco aereo congiunto contro una struttura sotterranea nei pressi di Palmira. L’operazione, condotta nella notte, ha preso di mira un bunker utilizzato dal gruppo jihadista e si inserisce nelle attività di prevenzione di una possibile rinascita di Daesh nell’area.
Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa britannico, l’azione è stata pianificata dopo una accurata analisi di intelligence, che ha individuato una rete di gallerie scavata nelle montagne a nord dell’antico sito archeologico. La struttura, spiegano da Londra, era priva di civili ed era stata con ogni probabilità impiegata per stoccare armi ed esplosivi.
Operazione congiunta e armi di precisione
Nel corso del raid, un Typhoon della Royal Air Force e un caccia francese hanno utilizzato bombe guidate Paveway IV, colpendo diversi accessi sotterranei del complesso. L’obiettivo, secondo le prime valutazioni operative, sarebbe stato centrato con successo, anche se l’analisi dei danni è ancora in corso.
Il ministero britannico ha sottolineato che non vi sono indicazioni di rischi per la popolazione civile e che tutti gli aerei sono rientrati alla base senza problemi. L’operazione rientra nella più ampia strategia di pattugliamento e controllo dello spazio aereo siriano, portata avanti dagli alleati occidentali per evitare che l’Isis possa riorganizzarsi dopo la sconfitta militare del 2019 a Baghuz Fawqani.

Il segnale politico e militare
Il raid rappresenta anche un messaggio politico-militare chiaro: la coalizione occidentale mantiene alta l’attenzione sulla minaccia jihadista in Medio Oriente, nonostante il conflitto siriano sia entrato in una fase diversa rispetto agli anni più intensi della guerra. Gran Bretagna e Francia ribadiscono così il loro ruolo attivo nella sicurezza regionale e nel contrasto al terrorismo internazionale.


