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“Esonerato”. Terremoto nel calcio, la decisione della big sull’allenatore: chi arriva al suo posto

Pubblicato: 05/01/2026 13:38

È ufficiale: Ruben Amorim non è più l’allenatore del Manchester United. Il club inglese ha deciso di esonerare il tecnico portoghese dopo il pareggio per 1-1 contro il Leeds, un risultato che ha relegato i Red Devils al sesto posto in Premier League, a -2 dal Liverpool quarto in classifica.

L’annuncio è arrivato attraverso una nota ufficiale del club: «Ruben Amorim ha lasciato il suo ruolo di capo allenatore del Manchester United». Una comunicazione asciutta, che mette fine a un’esperienza durata poco più di un anno ma segnata da alti e bassi, culminata con una decisione maturata – come sottolinea la società – “con grande rammarico”.

Amorim era stato nominato nel novembre 2024 e aveva comunque portato lo United a disputare la finale di Europa League a Bilbao, persa contro il Tottenham. Un traguardo importante, che però non è bastato a compensare un cammino in campionato giudicato al di sotto delle aspettative dalla dirigenza.

«Con il Manchester United sesto in Premier League – si legge nel comunicato – la leadership del club ha preso la difficile decisione di ritenere questo il momento giusto per un cambiamento». L’obiettivo dichiarato è quello di offrire alla squadra «la migliore opportunità possibile per raggiungere i massimi traguardi in Premier League».

Il club ha comunque voluto salutare l’allenatore con toni istituzionali: «Ringraziamo Ruben per il suo contributo e gli auguriamo il meglio per il futuro». Nel frattempo, per la prossima gara di campionato, mercoledì 7 gennaio contro il Burnley, la squadra sarà guidata ad interim da Darren Fletcher.

Dietro l’esonero, però, non ci sarebbero soltanto i risultati sportivi. Secondo fonti vicine al club, il rapporto tra Amorim e la dirigenza del Manchester United si sarebbe progressivamente incrinato negli ultimi mesi, nonostante le pubbliche attestazioni di fiducia nei confronti dell’ex allenatore dello Sporting Lisbona.

A pesare sarebbe stato anche il contenuto delle dichiarazioni post-Leeds. «Sono venuto qui per fare il manager, non solo l’allenatore», aveva detto Amorim in conferenza stampa, aggiungendo che quella sarebbe stata la sua linea «per i prossimi 18 mesi, o fino a quando la società non deciderà di cambiare». Parole percepite come un messaggio diretto – e poco gradito – ai vertici di Old Trafford.

Archiviata l’era Amorim, è già partito il toto-allenatore del Manchester United. In cima alla lista dei desideri c’è ancora Zinedine Zidane, libero dopo l’esperienza al Real Madrid e in attesa, forse, della panchina della nazionale francese. Un sogno che ciclicamente torna nei corridoi del club.

Restano forti anche le candidature di Enzo Maresca, appena separatosi dal Chelsea, di Andoni Iraola del Bournemouth e di Oliver Glasner del Crystal Palace. Più defilate, invece, le piste che portano a Xavi e a Gareth Southgate, mentre lo United cerca l’uomo giusto per aprire un nuovo capitolo della sua storia.

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